CO2 dall’aria grazie alla fotosintesi artificiale

Dagli Stati Uniti arriva una nuova tecnologia per convertire il carbonio atmosferico incombustibile.


Replicare tecnicamente il naturale processo di fotosintesi messo in atto dalle foglie non è così semplice e per riuscirci, da diversi anni, gli scienziati stanno sviluppando diverse sostanze chimiche in grado di “estrarre” la CO2 atmosferica. Tuttavia, una volta catturata, il suo rilascio e successivo utilizzo nella fotosintesi artificiale, rappresenta ancora un problema.

L’Argonne National Laboratory e lo SLAC National Accelerator Laboratory hanno deciso di unire le proprie competenze per facilitare questo passaggio, concentrandosi sullo sviluppo di metodi fotochimici che consentano la cattura della CO2 direttamente dall’aria. Successivamente questo passaggio dovrà essere combinato con la conversione fotochimica in combustibili e sostanze chimiche ad alto valore aggiunto.

Il lavoro si concentrerà principalmente sullo studio di particolari strutture supramolecolari chiamate MOF (strutture metallo-organiche) che possono assorbire e raccogliere la luce solare. I nodi metallici di questi elementi possono ospitare due tipi di catalizzatori – di riduzione e di ossidazione – il cui compito è facilitare la trasformazione dell’anidride carbonica e la reazione di rottura delle molecole d’acqua

“Il nostro approccio mira a combinare la cattura di CO2 e la fotosintesi artificiale in un unico processo, chiamato cattura fotoreattiva”, ha affermato Ksenija Glusac, chimico a capo della ricerca. “Esploreremo i fotoreattori molecolari che possono sia ripulire l’anidride carbonica sia utilizzare la luce solare per convertirla in sostanze chimiche utili. Riponiamo grandi speranze in questo progetto”.

Il Dipartimento per l’Energia statunitense ha già assegnato a questo progetto 4,5 milioni di dollari; risorse che dovranno servire a coprire le spese di ricerca per i prossimi tre anni, con l’obiettivo di migliorare le tecnologie di CCU finalizzate alla produzione di metanolo e acido acrilico, espandendo le fonti energetiche utilizzabili.

Foto di Mabel Amber da Pixabay 

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