Autonomia energetica, parola ai prosumer

Intervista ad Alfonso Mariniello, Socio WeForGreen Sharing

Le prime Comunità energetiche rinnovabili sono nate in Europa già a partire degli anni ’90 del secolo scorso. Costituite principalmente sotto forma di Società Cooperative, hanno da sempre l’obiettivo di promuovere l’autonomia energetica attraverso la produzione ed il consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili, coinvolgendo i cittadini in un utilizzo, nuovo e razionale, dell’energia autoprodotta in modo condiviso.

Anche in Italia, da oltre un decennio si è sviluppato un modello energetico capace di coinvolgere cittadini sensibili alle tematiche ambientali e di gestire il cambiamento del sistema energetico, ponendo la figura del prosumer al centro della transizione energetica.

La nostra WeForGreen ne è un esempio e per farci raccontare cosa significhi essere un prosumer e poter “toccare con mano” la propria energia, abbiamo intervistato Alfonso Mariniello, socio Autoproduttore di WeForGreen Sharing dal 2018.

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Come ha conosciuto WeForGreen e cosa l’ha spinta ad aderire?

Abito in un piccolo condominio che non ha le condizioni giuste per installare un impianto fotovoltaico, ma ho sempre voluto poter consumare energia 100% rinnovabile. Così mi sono imbattuto in WeForGreen facendo delle ricerche online e l’idea di poter avere delle quote di un impianto mi è subito piaciuta.

Perché ha scelto di investire in quote di autoproduzione e quali benefici ha ottenuto in questi anni?

Ho scelto di investire perché mi è sempre piaciuta l’idea di essere produttore della mia energia ed avere un ruolo più attivo in quello che è uno degli aspetti fondamentali nella nostra vita: il consumo di energia.

In merito ai benefici ottenuti, partirei sicuramente dal beneficio ambientale perché poter avere la certezza che tutti i miei consumi sono ad impatto energetico zero non è scontato. Poi passerei al beneficio economico dato dai prezzi riservati ai soci ed i ristorni riconosciuti da WeForGreen ai soci che hanno acquistato quote di autoproduzione. Attraverso il meccanismo dei ristorni, la mia quota di impianto “lavora” per me e si ripaga con qualche interesse nel corso degli anni, aiutandomi a coprire i costi della bolletta.

6.348.400 €

di capitale raccolto dal 2011

20.288.000 €

di investimenti dal 2011

3.000.501 €

di valore distribuito dal 2011

In che modo l’autoproduzione l’ha aiutata a raggiungere la sua autonomia energetica?

Quando ho aderito a WeForGreen ho fatto anche la scelta di elettrificare completamente la mia casa (induzione, pompe calore e spero a breve auto elettrica). Grazie alle mie quote di autoproduzione, tutti i miei consumi sono ad impatto zero e soprattutto posso pianificare i prossimi anni con la certezza di non avere brutte soprese sul fronte bollette.

Quali benefici ha ottenuto dall’essere socio WeForGreen, soprattutto in un periodo di crisi energetica come quello attuale?

In quest’anno difficilissimo, essere socio di WeForGreen mi ha messo al riparo dai prezzi folli dell’elettricità. La cooperativa è stata una specie di ombrello in questa tempesta energetica, garantendo a noi soci un prezzo fisso al kWh (che è quello che si pagava praticamente nel 2019). Grazie a questa tariffa ho avuto un risparmio di oltre l’80% rispetto ai prezzi attuali di mercato. Senza questa agevolazione sarebbe stato difficile affrontare una vita 100% elettrica.

Quanto ritiene importante che la sua autonomia energetica abbia un risvolto, oltre che ambientale, anche sociale grazie al progetto Insieme per crescere?

Qualunque iniziativa che vada oltre la mera logica del profitto e che con approccio etico reinvesta per il benessere delle comunità è importante. In questo, le Società benefit come ForGreen che è l’operatore energetico della cooperativa WeForGreen, hanno un ruolo importante nel dimostrare che si possono fare profitti ma essere anche un volano di sviluppo sociale allo stesso tempo.

Una scelta che tutela e guarda al futuro

Il termine prosumer deriva dall’unione delle parole inglesi producer e consumer e definisce un soggetto che conosce la provenienza e la filiera di tracciabilità della propria energia. In questo racconto emerge quanto la figura del prosumer sia frutto di una costante creazione di cultura energetica e del senso di appartenenza ad un modello capace di generare benefici concreti e tangibili per chi vi partecipa. Le Comunità energetiche possono essere il mezzo attraverso cui permettere a chiunque – anche a chi non ha la possibilità di installare un proprio impianto fotovoltaico – di raggiungere la propria autonomia energetica.

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