Nuovi investimenti per il riciclo della plastica 

Dow e Mura investono in USA e Europa


Dow e Mura Technology, aziende esperte rispettivamente nella scienza dei materiali e nel riciclaggio della plastica, hanno annunciato la loro partnership per investire nella costruzione di nuovi impianti di riciclaggio della plastica dedicati negli Stati Uniti e in Europa. La collaborazione tra le due imprese è volta ad aumentare la capacità di riciclaggio fino a 600 kt entro il 2030, per contribuire a risolvere il problema dei rifiuti in plastica su scala globale.

Il sistema di riciclaggio utilizzato da Mura Technology si chiama HydroPRS (Hydrothermal Plastic Recycling Solution) e sfrutta l’acqua sotto forma di vapore con pressione e temperature molto elevate, in grado di scomporre la plastica nei prodotti chimici da cui è stata originata e convertire così la plastica in preziosi sottoprodotti. Questi sottoprodotti verranno acquistati dall’azienda Dow, che a sua volta li utilizzerà per produrre nuove plastiche di qualità. Questo processo di riciclaggio non ha limiti e se si attivasse su larga scala contribuirebbe ad aumentare la circolarità dei rifiuti di plastica. La nuova materia che viene ottenuta dal processo, presenta delle specifiche che la rendono adatte a molte situazioni diversamente da quanto succede con molti altri processi di riciclaggio e inoltre è applicabile a ogni tipo di plastica, anche quelle spesso definite non riciclabili.

“Il problema globale della plastica è uno dei problemi ambientali più pressanti fino ad oggi – semplicemente non c’è tempo da perdere”, ha dichiarato il Dr. Steve Mahon, CEO di Mura Technology. “La tecnologia Mura è stata progettata per sostenere un’economia globale delle materie plastiche circolari e la nostra partnership con Dow è un fattore chiave per portare HydroPRSTM in ogni angolo del globo. Questo prossimo passo nella nostra partnership e le risorse fornite da Dow ci permetteranno di finanziare e aumentare drasticamente la capacità di riciclaggio e di consentire alle plastiche circolari di entrare nelle catene di fornitura globali su larga scala.”

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