Orange Fiber, da scarti di agrumi a tessuti sostenibili

Da quello che resta al termine della spremitura industriale delle arance, nasce una nuova moda che parte dalla natura


Costituita nel 2014 da Adriana Santanocito ed Enrica Arena, Orange Fiber è l’azienda italiana che ha brevettato e produce tessuti sostenibili per la moda da sottoprodotti della spremitura industriale delle arance.

Grazie alla collaborazione del Politecnico di Milano, nel 2012 è stato sviluppato un innovativo processo che consente potenzialmente di trasformare le oltre 700.000 tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola produce ogni anno solo in Italia – e che altrimenti andrebbero smaltite con dei costi per l’industria del succo di agrumi e per l’ambiente – in un tessuto di alta qualità capace di rispondere al bisogno di sostenibilità e innovazione dei fashion brand.

Orange Fiber non sfrutta le risorse naturali, ma utilizza un sottoprodotto destinato allo smaltimento, riducendo così lo sfruttamento di terra e acqua, l’uso di pesticidi inquinanti e l’impatto della produzione tessile sul pianeta. Un processo produttivo innovativo e sostenibile, unito alle specifiche tecniche dei tessuti prodotti, alla loro qualità e alla grande varietà degli ambiti applicativi da questi offerti.

Nel 2016 la startup è stata insignita con il Global Change Award, il premio internazionale indetto dalla H&M Foundation (fondazione no-profit del brand H&M), per accelerare le innovazioni con il più alto potenziale di trasformazione dell’industria della moda in chiave sostenibile, e la celebre maison Salvatore Ferragamo nel 2016 ha avviato una collaborazione con la startup che ha portato alla creazione della Ferragamo Orange Fiber Collection, la prima collezione moda realizzata con il tessuto sostenibile Orange Fiber.

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