Vertical Pharmacy: l’orto officinale a basso impatto ambientale

Un progetto innovativo per produrre piante officinali senza sfruttare suolo, acqua ed energia


Vertical Pharmacy nasce sui principi dell’agricoltura 4.0 ed è stato messo a punto da Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), che già all’Expo Milano 2015 presentò il primo prototipo italiano di Vertical Farm. Si tratta di un orto di erbe officinali ad alto contenuto di principi attivi per la produzione di farmaci e integratori. Questa tipologia di agricoltura produce piante officinali isolate da patogeni e inquinanti esterni, senza sfruttare  il suolo e in totale assenza di pesticidi e insetticidi.

La struttura è distribuita su più piani, ed ogni piano della Vertical Pharmacy ospita al suo interno sistemi di coltivazione idroponici (coltivazione fuori suolo) oppure aeroponici (irrigazione tramite nebulizzazione di acqua). Entrambi i sistemi permettono di utilizzare fino al 95 per cento in meno di acqua rispetto alle tecniche coltive tradizionali. Tra le prime piante officinali studiate per questo progetto c’è lo zafferano, una pianta molto usata per produrre integratori per la cura di sindromi depressive e disturbi della vista. Un’altra pianta candidata alle prime coltivazioni verticali è il ginseng siberiano, una specie molto utilizzata per i suoi principi energizzanti.

“I sistemi altamente tecnologici e automatizzati di questo tipo di farm che sfruttano l’illuminazione a led per coltivazioni fuori suolo sono in grado di ricreare le condizioni ambientali perfette per ottimizzare la crescita delle piante, massimizzare i loro nutrienti e aumentarne la produzione, grazie alla coltivazione su più cicli annuali rispetto al singolo ciclo a terra”, spiega Gabriella Funaro, ricercatrice di Enea nella Direzione innovazione e sviluppo. 

Foto di jag2020 da Pixabay

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