Certificazione energetica APE: cos’è e come richiederla
L’Attestato di Prestazione Energetica, comunemente detto APE o anche certificazione energetica APE, è un documento che certifica l’efficienza…

05/02/2026L’Attestato di Prestazione Energetica, comunemente detto APE o anche certificazione energetica APE, è un documento che certifica l’efficienza energetica di un immobile, assegnandogli una classe (da A4 a G). È obbligatorio per tutti gli immobili di nuova costruzione, per le compravendite e gli affitti e viene redatto da tecnici abilitati in seguito al sopralluogo dell’immobile.
Con l’approvazione della Direttiva “Case Green” (direttiva UE 2024/1275, o EPBD – Energy Performance of Building Directive), il certificato energetico APE ha subìto delle modifiche che richiederanno degli aggiornamenti agli attuali modelli.
L’APE ha validità 10 anni, ma deve essere richiesta nuovamente ogni volta che si modificano elementi strutturali che possono influire sulle prestazioni energetiche dell’edificio (cambio infissi, cappotto termico).
Indice
APE immobili: cosa indica, a cosa serve
I certificati energetici APE sono parte di un sistema di valutazione della prestazione energetica degli edifici che è stata normata più volte nel corso degli anni, a partire dalla legge 373/1976. Successive modifiche e integrazioni sono state poi apportate nel 1991 e nel 1993, per arrivare alla direttiva 2002/91/CE che introdusse per la prima volta l’acronimo EPBD.
Fino al 2013, con il D.L. 63/2013, non si parlava di APE ma di ACE, Attestato di Certificazione Energetica. Questo Decreto Legge cambia il nome dell’attestato e anche alcuni obblighi e requisiti. Dopo altre novità, giunte con i D.M. 26/06/2015, si arriva alla Direttiva Case Green di pochi anni fa.
L’APE serve a fornire informazioni chiare sulla qualità energetica degli immobili, specie in caso di affitti e compravendite, ma anche per promuovere l’efficienza energetica degli edifici.
Quali informazioni sono riportate in un certificato APE?
In un Attestato di Prestazione Energetica sono contenute tutte le informazioni relative all’isolamento termico, al consumo e all’efficienza energetica di un edificio. L’APE ha un formato standard, valido su tutto il territorio nazionale, strutturato per fornire tutte le informazioni necessarie ad avere un quadro chiaro e inequivocabile sulle prestazioni dell’immobile.
Oltre ai dati identificativi dell’immobile (indirizzo, anno di costruzione, superficie), in una certificazione energetica APE troviamo:
- i servizi energetici presenti nell’immobile (climatizzazione, riscaldamento, produzione di acqua calda, illuminazione, ecc.);
- la prestazione energetica globale e del fabbricato, suddivisa per stagione invernale ed estiva;
- la classe energetica, dalla migliore (A4) alla peggiore (G), indicata attraverso l’Indice di Prestazione Energetica (IPE, che misura il consumo annuale totale di energia primaria non rinnovabile di un immobile, per metro quadrato);
- i requisiti minimi di efficienza energetica e altri valori di riferimento, utili per capire la situazione specifica rispetto a immobili simili;
- la quantità di energia consumata annualmente per ogni fonte energetica utilizzata;
- gli indici di prestazione energetica, sia rinnovabile che non rinnovabile;
- le emissioni di anidride carbonica;
- gli interventi raccomandati per migliorare la prestazione energetica complessiva, insieme a una stima dei risultati conseguibili con ognuno di essi.
Quando serve l’APE e quando è obbligatorio?
La certificazione APE viene richiesta in molti casi, anche per garantire trasparenza e controllo delle nuove costruzioni e aggiornamento costante di quelle già esistenti.
In generale, l’APE serve ed è obbligatorio per:
- gli edifici di nuova costruzione (anche se derivanti da precedente demolizione e successiva ristrutturazione);
- gli edifici esistenti, in caso di compravendita o di locazione;
- in caso di lavori di ristrutturazione con impatto sulla prestazione energetica.
In questi casi, la violazione dell’obbligo di dotazione APE può portare a sanzioni di migliaia di euro (fino a 18.000 € in caso di compravendita).
Viene anche richiesto per l’accesso a detrazioni fiscali (ad esempio EcoBonus o SuperBonus) previste per interventi volti all’efficientamento energetico, per l’accesso a incentivi statali riconosciuti dal GSE sull’energia prodotta da impianti fotovoltaici domestici e per pubblicizzare annunci immobiliari.
Oltre alle questioni burocratiche, l’APE è anche uno strumento di miglioramento per ciò che riguarda un uso congruo ed efficiente dell’energia. La sostenibilità e la transizione energetica passano anche da qui, come dimostra la Direttiva Case Green e la spinta sempre più forte delle istituzioni verso soluzioni ecologiche e responsabili.
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Rilascio certificato APE: come richiederlo, quanto costa
La certificazione energetica APE può essere redatta esclusivamente da tecnici accreditati secondo il D.P.R. 16/04/13 n. 75; saranno questi professionisti a valutare l’immobile con un sopralluogo e a compilare il modello di Attestato di Prestazione Energetica.
A richiedere il sopralluogo di un tecnico abilitato deve essere il proprietario dell’immobile, che sarà lo stesso che sarà tenuto a pagare per il certificato. È possibile contattare il tecnico tramite agenzia immobiliare, notaio o direttamente attraverso portali online specializzati.
Prima ancora di fare il sopralluogo, sarà necessario fornire al tecnico la visura catastale, la planimetria, il libretto d’impianto e altra eventuale documentazione relativa all’immobile.
Il costo di un Attestato di Prestazione Energetica varia in base all’immobile e alla zona di riferimento. In media il costo va dai 100€ ai 300€.
Aggiornamento attestazione APE: quando farlo
In alcuni casi, gli interventi fatti su un immobile possono modificarne le prestazioni energetiche. Ecco perché è necessario aggiornare il certificato APE per “ogni intervento di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare” (come definito dall’art.6 del D.Lgs. 192/2005).
Gli interventi in questione prevedono:
- isolamento termico dell’edificio (cappotto esterno, isolamento interno);
- sostituzione della porta d’ingresso e/o degli infissi;
- ristrutturazione e/o isolamento del tetto;
- sostituzione della caldaia con tecnologie ad alta efficienza;
- implementazione di termovalvole per i termosifoni;
- installazione di sistemi di controllo della temperatura;
- installazione di pompe di calore;
- installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto.
Allo stato attuale, la normativa non prevede modifiche della prestazione energetica nel caso di forniture elettriche totalmente rinnovabili e certificate o di produzione virtuale di energia rinnovabile (come nel caso di fotovoltaico a distanza, fotovoltaico in cloud o partecipazione a Comunità Energetiche Rinnovabili).
Non è da escludere, tuttavia, che questi aspetti possano essere premiati ugualmente in futuro, visto l’interesse sempre maggiore che questo tipo di soluzioni sta suscitando anche nelle istituzioni.
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APE e Direttiva Case Green: cos’è cambiato, come comportarsi
Con la Direttiva Case Green, anche l’attestato APE ha subito delle modifiche, che dovranno essere recepite e messe in pratica (con l’aggiornamento dei modelli di certificazione) entro il 29 maggio 2026.
Secondo le nuove regole definite dalla direttiva, l’APE dovrà contenere:
- la prestazione energetica dell’edificio, espressa in kWh/(m² anno);
- il potenziale di riscaldamento globale (GWP) del ciclo di vita dell’immobile espresso in kg CO2eq/m2
- requisiti e norme minime di prestazione energetica;
- requisiti degli edifici a energia operativa quasi zero e a emissioni zero.
È chiaro come la Direttiva Case Green stia promuovendo il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici non solo per questioni tecniche, ma anche – e forse soprattutto – in relazione a tematiche ambientali.
Questo è un aspetto chiave per anticipare le prossime evoluzioni della normativa e prepararsi a delle misure sempre più orientate all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale. L’APE non è da considerarsi come un punto di arrivo, ma piuttosto come l’inizio di un percorso di consumo consapevole e responsabile, il cui fulcro è proprio l’energia.
In casi come gli appartamenti condominiali o gli edifici soggetti a vincoli storici, architettonici o paesaggistici, il classico intervento di installazione dei pannelli solari diventa complicato, se non impossibile. Ma non per questo bisogna rinunciare al consumo di energia rinnovabile.
Ideali, in questo contesto, sono soluzioni come il fotovoltaico a distanza, che consentono una produzione diffusa e condivisa di energia, con vantaggi concreti per chiunque vi partecipi.
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