cooperative energetiche

Cooperative energetiche storiche

La nascita e l’evoluzione delle cooperative energetiche in Alto Adige

Tra le prime cooperative energetiche italiane a cui anche il nostro modello si ispira, sicuramente parliamo delle realtà nate in Alto Adige. Per rispondere ad un bisogno comune, più di 100 anni fa, le persone si unirono per produrre in modo autonomo energia elettrica. Fornire energia autoprodotta alle zone rurali e montane, allora isolate, è stato il primo passo inconscio verso quella che oggi definiamo transizione energetica. Per approfondire l’argomento abbiamo intervistato uno dei massimi esperti nel settore energetico, il direttore della Federazione Energia Alto Adige (SEV), il Dott. Rudi Rienzner.

Quali sono alcune delle cooperative energetiche storiche dell’Alto Adige e come si sono evolute?

Una delle primissime realtà è quella del comune di Dobbiaco. Nel 1899 gli albergatori e agricoltori del comune di Dobbiaco decisero di portare energia dove prima non c’era. Nel 1901 la centrale idroelettrica iniziò a produrre e fornire energia elettrica ai cittadini del comune. La produzione venne ulteriormente ampliata nel 1926 con la centrale di Flodige nella valle dell’Höhlenstein, e nel 1959 con la centrale Schmelze. Vennero poi costruite nel 2012, la centrale Silvesterbach e la centrale di cogenerazione di Dobbiaco-San Candido, incrementando a grandi numeri, quel progetto nato da un bisogno comune.

Un’altra realtà significativa è nata nel piccolo comune di Funes in Alto Adige. In quella località nel 1921 tre agricoltori e un artigiano per avere energia per le proprie abitazioni e attività, realizzarono una centrale idroelettrica. Fondando la “Società elettrica di Santa Maddalena” iniziarono così a fornire elettricità dove allora non era presente. L’azienda scelse poi di diventare una cooperativa energetica e oggi “Energie Villnöß” gestisce tre centrali idroelettriche, due impianti di teleriscaldamento, nonché le reti per la distribuzione dell’energia elettrica di tutta la valle.

Quali sono i temi gestionali principali di una cooperativa energetica e quali sono le prospettive di sviluppo nei prossimi anni?

Queste realtà storiche sono ancora oggi attive e lavorano con successo nel settore dell’energia. Anche il numero dei distributori di energia elettrica dimostra che l’Alto Adige costituisce un’eccezione storica in Italia. Ad oggi infatti, in Alto Adige ci sono 48 distributori di energia elettrica, sui 131 attivi a livello nazionale. Annualmente, in Alto Adige si producono infatti 6,8 TWh di energia elettrica, di cui 6,6 TWh sono forniti da fonti di energia rinnovabili. L’88% dell’energia elettrica rinnovabile prodotta è inoltre generata da oltre 1.000 centrali idroelettriche. Consumando 3,2 TWh di elettricità all’anno, esporta più della metà della sua produzione, contribuendo in modo significativo alla transizione energetica nazionale.

In considerazione di questo ruolo particolare, SEV si sta attivando per l’istituzione di una propria autorità di regolazione, per alcuni aspetti del mercato. Garantire il successo della transizione energetica nazionale richiederà però nuove tecnologie, capitali, competenze, strategie e lo sviluppo di un’ampia gamma di servizi. Le nostre aziende hanno già provveduto a soddisfare molte di queste esigenze, ma si ritiene fondamentale un supporto di respiro più ampio.

Il modello delle Comunità energetiche rinnovabili può integrarsi al vostro modello cooperativo? 

Le comunità energetiche si inseriscono perfettamente nel modello tradizionale di cooperativa orientata alle persone e alla generazione di benefici diffusi. Grazie ad un progetto pilota realizzato a Prato allo Stelvio, SEV è già attiva da oltre due anni in questo settore orientato al futuro. Nell’ottobre 2019, l’istituto di ricerca RSE (Ricerca sul Sistema Energetico) cercava infatti partner per uno studio sulla realizzazione e la gestione di comunità energetiche. SEV ha proposto la cooperativa energetica di Prato come modello di studio e dopo un processo di selezione condotto in tutta Italia, è stata scelta nel 2020. A Prato allo Stelvio, RSE ha studiato se la cooperativa energetica fosse in grado di fornire autonomamente energia elettrica e termica ai suoi soci, creando benefici diffusi in veste di comunità energetica. Grazie ad una combinazione di tecnologie innovative e scambio positivo tra produzione e consumo, ne ha dimostrato la fattibilità. 

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