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Focus Energia

Consumo elettrodomestici: come ridurlo e risparmiare

Gli elettrodomestici sono ormai una componente immancabile delle nostre vite. Sempre più avanzati e sempre più utili, ci…

19/02/2026Gli elettrodomestici sono ormai una componente immancabile delle nostre vite. Sempre più avanzati e sempre più utili, ci permettono di velocizzare le pulizie e risparmiare tempo, ci semplificano il lavoro e aumentano il nostro comfort casalingo.

Il prezzo da pagare? Quello della bolletta. Alcuni elettrodomestici (come il forno, il condizionatore, il frigorifero) sono particolarmente energivori e hanno un notevole impatto sui nostri costi per l’energia. Il primo elemento a cui fare attenzione, quindi, è proprio il consumo degli elettrodomestici.

Quanto consumano gli elettrodomestici?

Tra tutti gli elettrodomestici che abbiamo ce ne sono alcuni che hanno un consumo maggiore di altri. Il consumo degli elettrodomestici dipende da tanti fattori, ma in generale potremmo dire che i tre elettrodomestici che consumano di più sono l’asciugatrice, il condizionatore e il frigorifero.

Ecco una classifica indicativa del consumo degli elettrodomestici, da quelli che consumano di più a quelli che consumano di meno:

  1. Asciugatrice (senza pompa di calore): circa 550 kWh/anno
  2. Condizionatore o pompa di calore: circa 400 kWh/anno
  3. Frigorifero (con freezer): circa 400 kWh/anno
  4. Lavatrice: circa 200 kWh/anno
  5. Lavastoviglie: circa 200 kWh/anno
  6. Computer fisso: circa 200 kWh/anno
  7. Ferro da stiro: circa 160 kWh/anno
  8. Forno elettrico: circa 150 kWh/anno
  9. Aspirapolvere: circa 130 kWh/anno
  10. Televisore LED/QLED: circa 120 kWh/anno

A seguire ci sono tutti quei mini-elettrodomestici che consumano pochi watt a ogni utilizzo, come microonde (100 kWh/anno), phon (90 kWh/anno), bollitore elettrico e frullatore (60 kWh/anno), macchinetta del caffè (40 kWh/anno) e simili. Un caso particolare è lo scaldabagno elettrico: pur non essendo molto diffuso, ha un consumo estremamente alto (circa 1.500 kWh/anno).

Si tratta ovviamente di consumi indicativi, calcolati su un utilizzo medio giornaliero e su una classe energetica medio-alta.

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Classi energetiche: quanto incidono sui consumi?

Il consumo degli elettrodomestici varia tantissimo a seconda della classe energetica dell’apparecchio. La differenza risulta più evidente soprattutto negli elettrodomestici che vengono utilizzati a lungo o addirittura in maniera continuativa (come il frigorifero).

Per esempio, un frigorifero combinato (frigo + freezer) di classe A++ può consumare circa 150 kWh/anno. Se scendiamo alla classe F arriviamo a 350 kWh/anno e se andiamo al livello più basso, ovvero la classe G, abbiamo un consumo che può arrivare ai 650 kWh/anno. La differenza è notevole: un frigorifero di classe A o superiore permette un risparmio di circa 120 € all’anno.

Cosa sono le classi energetiche?

Le classi energetiche sono delle indicazioni del livello di efficienza energetica di un elettrodomestico (o anche di un’abitazione), cioè della sua capacità di svolgere una stessa funzione con il minor quantitativo possibile di energia.

Le classi energetiche vanno dalla G (il livello più basso, quindi meno efficiente) alla A, il livello di maggiore efficienza. A quest’ultima classe spesso sono aggiunti dei + o dei numeri a indicare livelli ancora migliori (A+ o A1, A++ o A2, A+++ o A3, A++++ o A4).

L’etichetta energetica

Ogni elettrodomestico è dotato di un’etichetta che indica con precisione le prestazioni attese dall’apparecchio, in termini di efficienza energetica, consumi (kWh/anno) e funzionalità.

Nella prima parte dell’etichetta energetica salta all’occhio la scala colorata (dal verde al rosso) che indica la classe di riferimento. Le frecce verdi indicano le classi di maggiore efficienza, quelle arancioni e rosse quelle di minore efficienza. In commercio oggi si trovano perlopiù elettrodomestici con una buona classe energetica: sebbene abbiano costi d’acquisto maggiori, consentono un risparmio significativo sul lungo periodo.

Il resto dell’etichetta energetica contiene poi delle informazioni testuali che riportano i consumi di energia espressi in kWh/anno e caratteristiche funzionali come la capacità, il consumo d’acqua, il rumore, a seconda del tipo di elettrodomestico.

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Come ridurre il consumo energetico elettrodomestici?

Il consumo elettrico degli elettrodomestici può essere ridotto innanzitutto con apparecchi ad alta efficienza energetica. Per quelli che abbiamo già, invece, è importante un utilizzo responsabile e consapevole, che eviti sprechi e salassi in bolletta.

Per ridurre i consumi degli elettrodomestici:

  • Usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico
  • Scegli programmi eco per frigorifero, condizionatore, lavatrice, lavastoviglie
  • Non aprire il frigorifero se non è necessario farlo
  • Non aprire il forno durante la cottura dei cibi
  • Sfrutta il calore residuo del forno spegnendolo qualche minuto prima
  • Imposta correttamente la temperatura di frigorifero (4-6 °C) e freezer (-18 °C)
  • Fai la manutenzione degli elettrodomestici con costanza
    • Pulisci il filtro della lavatrice, la vaschetta e la guarnizione
    • Sbrina il freezer
    • Pulisci il frigorifero e il suo foro di scarico
    • Pulisci i filtri del condizionatore
    • Mantieni pulito il forno
  • Mantieni una temperatura di massimo 25 °C con il condizionatore
  • Non tenere inutilmente i caricabatterie attaccati alle prese di corrente
  • Fai attenzione ai consumi “fantasma”, cioè quelli dei dispositivi in stand-by

Meno consumi, meno costi in bolletta

I consumi energetici degli elettrodomestici incidono ovviamente sulla bolletta. Più i nostri elettrodomestici consumano, più la spesa in bolletta cresce: ecco perché è importante mantenere al minimo questi consumi, evitando sprechi e dispersioni di energia.

Per risparmiare ancora di più, è possibile adottare sistemi che consentano di autoprodurre l’energia di cui abbiamo bisogno: i classici pannelli sul tetto, un impianto fotovoltaico da balcone o una soluzione facilmente accessibile, come il fotovoltaico a distanza.

Se da una parte i pannelli sul tetto sono ormai una pratica nota a tutti e sull’effettiva utilità fotovoltaico da balcone ci siano molte perplessità, dall’altra il fotovoltaico a distanza si sta imponendo come una valida alternativa, specie per chi abita in condominio o in affitto. Il fotovoltaico a distanza, infatti, non richiedendo spazio per l’installazione dei pannelli può essere adottato da chiunque, rappresentando una soluzione pratica e comoda.

Produrre energia rinnovabile grazie al fotovoltaico a distanza permette di coprire parte dei propri consumi energetici (o anche tutti, se si vuole) e ridurre in questo modo la spesa annuale per l’energia.

Puoi calcolare il risparmio ottenibile con il fotovoltaico a distanza in maniera molto semplice, richiedendo una simulazione gratuita e senza impegno. Se invece preferisci parlare con qualcuno per avere maggiori informazioni su questo sistema, puoi contattarci cliccando qui.

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