Fotosintesi artificiale per produrre energia

Il progetto affidato al Politecnico di Milano ha come obiettivo la produzione e l’immagazzinamento di energia chimica pulita seguendo quello che fanno in natura, piante e batteri fotosintetici.

Il risultato finale del progetto di ricerca PHOEBUS (acronimo di PHOto-induced Energy flow in Bio-inspired molecular circuits probed with Ultrafast two-dimensional electronic Spectroscopy), coordinato dal PoliMi, è quello di produrre una “foglia artificiale” che converta l’acqua in combustibili quali idrogeno e ossigeno.

Si vuole produrre energia chimica pulita per poi immagazzinarla facilmente e in modo efficiente, basandosi sul modello e sulla capacità di raccogliere energia solare degli organismi fotosintetici naturali.

L’assorbimento della luce da parte “pigmenti fotosintetici” avviene in frazioni infinitesimali di secondo. L’iniziale foto-eccitazione causata dalla luce solare viene dispersa istantaneamente su tutte le molecole foto-eccitate ed è trasmessa alla ‘centrale elettrica’ dell’organismo fotosintetico attraverso una catena di pigmenti.

PHOEBUS, che fa parte del Programma Horizon2020 della Comunità Europea, è stato assegnato a Margherita Maiuri nell’ambito delle Marie-Skłovdowska Curie Action – Global Fellowships (MSCA-GF) ed è Coordinato dal Professor Giulio Cerullo del Politecnico di Milano. I primi due anni di ricerche sono stati svolti presso i laboratori del Prof. Gregory Scholes del Dipartimento di Chimica della Princeton University (USA). Il terzo e ultimo anno si svolgerà presso il Politecnico di Milano.

Commenti 2

  1. Interessante, gradirei essere informato sugli sviluppi della pianta artificiale

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