I progressi e le sfide dell’economia circolare in Europa

Il concetto di economia circolare ha recentemente guadagnato importanza nelle attività politiche dell’Unione Europea, essendo vista come una prospettiva concreta e positiva per la realizzazione dello sviluppo economico nel rispetto dei limiti ambientali.” Queste le parole entusiaste di Hans Bruyninckx, Direttore Esecutivo della European Environment Agency (EEA), l’Agenzia Europea per l’Ambiente che ha appena pubblicato un report sullo stato dell’arte dell’economia circolare nei paesi membri dell’Unione.

Contrariamente all’approccio consumistico, un’economia circolare cerca di rispettare i limiti dell’ambiente e delle risorse naturali attraverso l’aumento dei beni rinnovabili, riutilizzabili o riciclabili, cercando così di ridurre i meccanismi inquinanti di produzione e di sfruttamento delle materie prime.
Il report rivela che una transizione verso un’economia circolare in Europa comporterebbe una considerevole riduzione dell’impatto ambientale sul suolo europea e ridurrebbe la dipendenza dall’importazione di beni e risorse dall’estero. La dipendenza da paesi terzi, specialmente riguardo a risorse chiave quali l’energia, diminuisce non solo la competitività dei paesi europei, ma ne aumenta anche la vulnerabilità.

Visti i cospicui benefici del nuovo modello economico, rimane solo la sfida di superare i passati e ancor ben radicati modelli economici lineari basati sull’aumento esponenziale di produzione e consumo. Una strategia di successo potrebbe realizzarsi qualora i soggetti dei vecchi modelli economici vedessero l’economia circolare, l’innovazione e la riduzione dei costi marginali che comporta, come un’opportunità per generare un business nuovo invece che come una minaccia.

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