Vai al contenuto principale
La tua cooperativa energetica sostenibile
Area Soci | Aderisci a WeForGreen
Innovazione sostenibile Progetti sostenibili

Internet e il consumo energetico buono

Greenpeace USA ha pubblicato un report in cui viene analizzata l’impronta energetica dei grandi operatori di data center…

02/02/2017Greenpeace USA ha pubblicato un report in cui viene analizzata l’impronta energetica dei grandi operatori di data center e di circa 70 aziende produttrici di siti web e popolari applicazioni.

Quello dell’Information Technology è un settore altamente energivoro se si pensa che solo nel 2012 ha utilizzato il 7% dell’elettricità globale. Fra i “grandi” del settore, Apple, Google e Facebook, stanno compiendo importanti passi in avanti verso l’obiettivo di alimentarsi con energia al 100% rinnovabile, mentre compagnie come Netflix, Amazon Web Services e Samsung sono ancora in ritardo.

Amazon, infatti, oltre ad allargare le proprie attività internet in aree geografiche in cui sono utilizzate prevalentemente energie provenienti da fonti fossili, continua a mantenere i suoi clienti all’oscuro in merito le proprie decisioni energetiche.

Invece Netflix, importante e diffusissima piattaforma internet di streaming con un’impronta energetica che interessa un terzo del traffico internet solo in Nord America, nel 2015 aveva annunciato l’intenzione di controbilanciare completamente le proprie emissioni di CO2. Questa dichiarazione però per adesso si è tradotta in un semplice acquisto di crediti di compensazione delle emissioni, senza l’aumento di investimenti in energie rinnovabili, l’unico vero modo per ottenere un futuro più pulito.

Greenpeace con questa analisi ha chiesto che tutte le più grandi compagnie del settore internet si impegnino al più presto ad alimentarsi con energia 100 % rinnovabile e siano trasparenti sulle attuali performance energetiche del settore e il consumo di risorse, per permettere a clienti e investitori di misurare i progressi verso un obiettivo che è anche nostro, il consumo di energia 100% rinnovabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.

Altri articoli che potrebbero interessarti

Progetti sostenibili

L’accumulo di energia? Batterie o sharing

22/05/2014 Secondo una tendenza che si sta sempre più delineando in Italia ed in Europa, per un accumulo domestico dell'energia rinnovabile ci sono due soluzioni: le batterie oppure le cooperative. Due soluzioni apparentemente distanti, ma che hanno un filo comune: la massimizzazione dell'autoconsumo. L'analisi parte dal fatto che il fotovoltaico, tecnologia per l'autoproduzione di energia più diffusa tra i cittadini, produce nelle ore diurne. Ore nelle quali spesso il consumo domestico è basso e per questo buona parte dell'energia prodotta viene immessa in rete e non autoconsumata. Da un campione di impianti domestici, è emerso che il 48% dell'energia prodotta non viene consumata. Spreco? No sicuramente, in quanto viene comunque immessa nel sistema elettrico energia pulita, ma per il proprietario dell'impianto fotovoltaico il beneficio dell'autoproduzione viene meno.

Continua