Anche i Musei sono sostenibili

Il loro contributo verso l’Agenda 2030


A causa della pandemia alcuni italiani hanno diminuito la loro frequenza di visita presso luoghi di cultura e dell’intrattenimento, ma al contempo si è evidenziata un’accelerazione nella digitalizzazione delle mostre, evolvendo i musei in veicoli attivi all’interno delle proprie comunità con l’obiettivo di mostrare e cercare di trasmettere la situazione odierna per prenderne coscienza e stimolare soluzioni efficaci per il presente e il futuro.

È proprio grazie a questo nuovo impegno dei musei, considerati sempre più come leve di cambiamento verso un rafforzamento della cultura della sostenibilità, che si è focalizzato l’intervento di David Tombolato, curatore e comunicatore scientifico presso il MUSE di Trento, alla 24ORE Business School. Nel corso degli anni si è passati da una visione che teneva in considerazione esclusivamente il rapporto tra uomo e ambiente a una visione più reale a livello sociale, ambientale ed economica. Questo cambio di prospettiva ha evidenziato situazioni e problematiche attuali. L’arte è sempre stata una disciplina che ha seguito e/o anticipato l’evoluzione e i cambiamenti. Per mantenere questa concezione bisogna investire sulla digitalizzazione e sulla ricerca affinché l’ambiente museale si riveli un interessante contesto di esperienza. Le istituzioni museali stanno ridefinendo le proprie mission in ottica Agenda 2030 e assumendo sempre più il ruolo di soggetti attivi per la crescita culturale, sociale, economica.

“La pandemia ha lasciato un segno indelebile per la consapevolezza della vulnerabilità del nostro modello di sviluppo, per la ‘scoperta’ del legame tra le condizioni dell’ambiente e quelle della nostra società – spiega David Tombolato, curatore e comunicatore scientifico presso il MUSE di Trento – “Risulta importante raccontare come la parola sostenibilità sia mutata nel corso degli anni, attraverso oggetti, video e interviste per riflettere su questioni urgenti come il cambiamento climatico, la sovrappopolazione e il declino della biodiversità in un’ottica ambientale, ma anche etica e politica.

Foto di Evgeny Tchebotarev da Pexels

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