“Arcipelago pulito”: liberare il mare dalla plastica con l’aiuto dei pescatori

Grazie a questo progetto finalmente nelle acque del Tirreno si potrà fare quello che il buon senso suggeriva ma la legge vietava: togliere i rifiuti dal mare.

Nei 300 chilometri quadrati del tratto di mare compreso tra Livorno e Grosseto, dove fino a pochi mesi fa i pescatori che si ritrovavano nelle proprie reti rifiuti (soprattutto di plastica), erano costretti a rigettarli in mare, da oggi potranno essere riconsegnati una volta giunti in porto.

Prima dell’intesa raggiunta con “Arcipelago pulito” infatti, se li avessero riportati a terra, sarebbero stati considerati produttori di rifiuti e quindi multati. Una vera assurdità che si aggiungeva allo sconforto provato nel vedere il loro mare ridotto a discarica, pieno di buste e sacchetti, pezzi di polistirolo, contenitori vari e molto altro.

In una prima fase di sperimentazione il progetto prevede che 24 imbarcazioni di pescatori (pescherecci, ma anche barche più piccole) saranno dotate di un apposito recipiente nel quale stivare le plastiche ripescate dal mare, che una volta arrivate a terra verranno smistate in base alle loro caratteristiche e quindi inviate agli impianti di riciclo o allo smaltimento.

Se i risultati saranno positivi, il progetto – che coinvolge fra gli altri il Ministero dell’ambiente, la Regione Toscana, Unicoop, Legambiente, Autorità portuale, Revet (azienda toscana specializzata nella raccolta e selezione dei rifiuti e nel riciclo delle plastiche) e la cooperativa di pescatori Cft – potrebbe essere esteso anche in altre aree d’Italia, considerato che il problema dell’inquinamento del mare e dei fondali riguarda tutto il Mediterraneo.

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