I cambiamenti climatici si combattono con la Resilienza

Investire nella resilienza può essere economicamente molto conveniente e abbattere il danno economico provocato dai cambiamenti climatici.

Secondo un rapporto del National Climate Assessment, intraprendere azioni per favorire la resilienza ai cambiamenti climatici potrebbe far risparmiare a lungo termine dei miliardi. Entro la fine del secolo infatti, i costi del cambiamento climatico potrebbero rappresentare il 10% dell’intera economia statunitense (2 miliardi di dollari l’anno) a causa dei danni arrecati alle infrastrutture e alla proprietà privata da fenomeni atmosferici violenti, come tempeste o allagamenti.

Le città potrebbero ridurre notevolmente i danni e i costi attraverso misure di adattamento, come la costruzione di muraglioni o il rafforzamento delle infrastrutture, ma il problema è che tali interventi sono costosi e ad oggi, trovare il modo per finanziarli è una grande sfida finanziaria e politica.

La stesura del rapporto ha coinvolto un team di scienziati di 13 agenzie federali, che ha cercato di delineare quali saranno le vere minacce che gli americani dovranno affrontare, dall’innalzamento del livello del mare, alle tempeste più frequenti e intense, le precipitazioni estreme, la siccità e gli incendi. La buona notizia è che, secondo gli scienziati, investire nella resilienza può essere molto conveniente: il National Climate Assessment stima che tali misure potrebbero abbattere significativamente il danno economico.

Sono diverse le problematiche, individuate dalla relazione, che potrebbero ostacolare l’implementazione di queste soluzioni di adattamento, in primis quelle legate al reperimento di fondi per sostenere simili azioni. Le municipalità statunitensi stanno discutendo l’introduzione di una “tassa sulla resilienza”, che difficilmente sarà popolare.

Un altro problema chiave è che gli investimenti a favore della resilienza prevengono o riducono i danni e i costi futuri, ma non creano molto valore aggiunto, a differenza di altri investimenti pubblici come le strade a pedaggio o i ponti. Resta il fatto che, per evitare conti troppo salati in futuro, si dovrebbe iniziare già da ora a pianificare qualcosa. Tanto per iniziare, sostengono gli scienziati, si potrebbe pensare alla creazione di incentivi ad hoc a favore dei proprietari di immobili per proteggere i propri edifici: il capitale potrebbe essere indirizzato in modi economicamente vantaggiosi alle aree più vulnerabili che necessitano di protezione a breve termine, procedendo con una pianificazione più flessibile a mano a mano che la scienza migliora e gli impatti dei cambiamenti climatici vengono individuati con chiarezza.

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