City Tree, il pannello urbano che purifica l’aria

Si tratta di pannelli biotecnologici nati con l’obiettivo di “mangiare” lo smog.

Coperti di muschio e progettati per assorbire il biossido di azoto (NO2), rilasciando ossigeno fresco, questi i City Trees sono delle vere e proprie foreste in miniatura capaci di assorbire l’equivalente di 275 alberi reali in termini di riduzione dell’inquinamento, creando micro-ambienti di aria più pulita a beneficio di residenti e passanti.

Nati con l’obiettivo di “mangiare” lo smog in ambito urbano, filtrandolo e abbattendolo, questi arredi urbani hanno cominciato ad essere collocati sperimentalmente in moltissime città di tutto il mondo tra cui Parigi, Hong Kong, Oslo, Bruxelles.

I pannelli sono strutture autoportanti lunghi 3 metri, alti 4 e profondi 60 centimetri che supportano specifiche colture di muschio e piante vascolari che “divorano” polveri sottili (Pm10), biossido di azoto e ozono producendo, secondo i risultati dei test di laboratorio effettuati finora, lo stesso effetto di 275 alberi ma utilizzando meno dell’1 per cento di spazio. Secondo gli sviluppatori questo enorme filtro vegetale è in grado di rimuovere dall’aria circostante 240 tonnellate di CO2.

Per monitorare la salute del muschio, CityTree ha dei particolari sensori che misurano l’umidità del terreno, la temperatura e la qualità dell’acqua. All’interno della struttura ci sono poi dei sensori per l’inquinamento, che aiutano a monitorare la qualità dell’aria circostante.

Dopo aver registrato l’enorme efficacia del metodo nelle prove istallate nell’area nord di Londra nel 2018, il progetto ha ottenuto l’approvazione e il finanziamento da Climate-Kic, la più grande comunità pubblico-privata a livello europeo nata nel 2010 per diffondere la conoscenza, promuovere l’innovazione nella sfida ai cambiamenti climatici e favorire lo sviluppo di una società a emissioni zero. Il successo è stato immediato e si sono moltiplicate le istallazioni in Europa (Londra, Oslo, Amburgo, Parigi, Berlino, Dresda) e nel mondo (Hong Kong).

L’esperienza italiana

Così come a Londra e Berlino sono state create strade a emissioni zero con alberi artificiali bio-filtranti, finalmente anche l’Italia si muove nella giusta direzione: nel maggio 2020 il Comune di Modena ha avviato l’istallazione del primo pannello dei sei previsti in totale, iniziando una fase di sperimentazione dei nuovi arredi urbani biotecnologici che si è interrotta nel 2021

L’esperimento tuttavia si è interrotto nel 2021 quando l’amministrazione comunale ha deciso di rimuovere i pannelli per via del lento e circoscritto assorbimento degli inquinanti, sottolineando l’importanza del continuare a percorrere la strada della riduzione delle emissioni e delle mitigazioni attraverso gli interventi più strutturali e diffusi programmati nei piani già approvati, come il Pums e il Paesc, e in quelli di prossima approvazione, appunto il Pug e il Piano del verde“, riferendosi alla messa a dimora di più di 1300 alberi e arbusti.

Come dichiarato dal Comune, infatti “le simulazioni modellistiche sviluppate dall’Enea hanno mostrato che, nella modalità passiva, il City tree può produrre una riduzione dei livelli di inquinamento atmosferico del canyon stradale urbano tra lo 0,3 e l’1% in un’area di circa 10 per 20 metri lineari intorno al dispositivo. Le velocità di deposizione per Pm10 e NOx osservate per i muschi del City tree durante le campagne di campo, rientrano nella gamma di quelle riportate in letteratura scientifica per altre tipologie di superfici verdi (ad esempio prati erbosi e siepi). Nella modalità attiva, invece, l’abbattimento delle concentrazioni è di circa il 13%, ma sempre molto in prossimità del City Tree“.

Commenti 2

  1. Quando sarà attuato anche in Italia questo meraviglioso metodo per ridurre l’inquinamento?

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      Buongiorno Mirella,
      fortunatamente esperienze virtuose come questa si stanno diffondendo molto velocemente anche nel nostro Paese, aspettiamo di scoprire quale sarà la prossima!
      Un caro saluto e buona giornata.

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