Come ridurre la plastica: 10 buone abitudini da adottare
Negli ultimi dieci anni molti aspetti della nostra vita sono stati modificati da un’esigenza globale: cercare di ridurre…

19/02/2026Negli ultimi dieci anni molti aspetti della nostra vita sono stati modificati da un’esigenza globale: cercare di ridurre l’uso di plastica. Tra i cambiamenti più recenti e anche più discussi c’è stato sicuramente quello dei sacchetti biodegradabili per la spesa, che hanno completamente soppiantato i loro predecessori in plastica.
Oggi non ci sembra un cambiamento così drastico, eppure in quei giorni il malcontento era diffuso: sradicare delle abitudini ben piantate a terra richiede tempo, pazienza e buona volontà. Ma se abbiamo l’ultima, siamo già a metà dell’opera.
Vediamo quindi 10 buone abitudini da adottare nella nostra vita quotidiana per ridurre al minimo il nostro uso di plastica e, così facendo, anche il nostro impatto sul pianeta!
10 abitudini per ridurre la plastica
Come ridurre la plastica, quindi? Inizia con il mettere in pratica questi accorgimenti:
- Fai correttamente la raccolta differenziata
- Riduci l’uso di acqua e bevande in bottiglie di plastica
- Riduci l’uso di cannucce, piatti e bicchieri in plastica o scegli alternative più ecologiche
- Usa contenitori e utensili in legno, bambù o altri materiali sostenibili
- Riutilizza i sacchetti della spesa, scegliendo quelli in tessuto
- Riutilizza il più possibile gli oggetti in plastica che non riesci a sostituire con altro
- Scegli prodotti freschi e sfusi, senza imballaggi
- Scegli prodotti solidi per la cura personale (shampoo, bagnoschiuma)
- Fai attenzione alla composizione dell’abbigliamento che compri
- Partecipa a iniziative di pulizia collettiva dell’ambiente
Approfondiamo alcuni di questi punti per avere una maggiore consapevolezza delle nostre scelte e del loro impatto.
Differenziare correttamente la plastica
La prima buona abitudine è sicuramente questa: fare una corretta raccolta differenziata. La plastica è un materiale talmente presente nelle nostre vite che pensare di eliminarlo totalmente è quasi impossibile. Proprio per questo, è fondamentale supportarne il riciclo, attraverso una corretta differenziazione dei rifiuti in plastica.
Come abbiamo spiegato in questo articolo, esistono vari tipi di plastiche: ogni tipologia ha le sue caratteristiche e viene usato con diverse finalità. Avere un’idea chiara di questa classificazione ci aiuta anche nella differenziata: la plastica dei giocattoli sarà diversa dalla plastica di una bottiglia d’acqua. Infatti, la prima non può essere differenziata, ma la seconda sì.
In generale, sono da differenziare nella plastica:
- Bottiglie in PET (usate per acqua, succhi di frutta, spremute, bevande gassate, ecc.);
- Flaconi di shampoo, bagnoschiuma, creme, detersivi, detergenti, sapone;
- Barattoli in plastica ad uso alimentare (per margarina, yogurt, frutta, frutta secca, ecc.);
- Stoviglie di plastica se pulite e senza residui di cibo;
- Pellicole trasparenti per alimenti;
- Contenitori in polistirolo usato come imballaggio alimentare (per carne, pesce, formaggi);
- Imballaggi da pacchi, come pluriball, cellophane, pellicole protettive, ecc.
Attenzione invece a non buttare nella plastica oggetti non riciclabili come giocattoli, oggetti di cancelleria, plastica sporca, cialde e capsule per il caffè, sacchetti biodegradabili o stoviglie compostabili (sembrano in plastica, ma non lo sono!), imballaggi misti come il TetraPak e oggetti elettronici con parti in plastica.
Se non puoi riciclare: ridurre e riutilizzare
La raccolta differenziata è importante, ma lo è altrettanto cercare di ridurre al minimo l’utilizzo di certi oggetti in plastica di cui spesso si trovano validissime alternative green.
Un esempio sono le bottiglie d’acqua: in Italia sottovalutiamo la qualità dell’acqua corrente, che nella maggior parte dei casi può essere bevuta senza alcun rischio per la salute. Caraffe filtranti o depuratori sono alternative ulteriori per dire addio alle pesanti casse d’acqua e a un grande quantitativo di plastica. In questo articolo trovi un approfondimento utile sulla sicurezza dell’acqua del rubinetto.
Altro esempio? Piatti, bicchieri, posate e cannucce di plastica. Queste stoviglie è bene dimenticarle, se non in casi eccezionali come feste di compleanno o gite fuori porta. A casa, meglio i classici piatti in ceramica, le posate in acciaio e i bicchieri in vetro: riutilizzabili per un lunghissimo periodo di tempo e senza plastica. Per le cannucce, invece, se non si riesce a farne a meno si può optare per quelle in acciaio, carta o bambù.
Il riutilizzo è in generale una delle regole d’oro della sostenibilità: cerca di riutilizzare più volte le buste della spesa più resistenti o delle shopper in tessuto, ma anche contenitori, utensili e oggetti che con un po’ di cura possono accompagnarci per anni e anni, senza dare problemi.
Meno plastica con prodotti sfusi e shampoo solidi
Rispetto alle nostre nonne abbiamo perso un’abitudine molto sostenibile: quella di comprare prodotti freschi e sfusi, magari dalla bottega sotto casa. Sicuramente è una delle conseguenze del progresso e del fatto che oggi ci basta un tap sul nostro smartphone anche per fare la spesa.
Eppure, i prodotti sfusi possono regalarci tante gioie: meno plastica, meno inquinamento, prodotti più buoni e genuini, miglioramento della nostra salute.
Spostandoci dal campo alimentare a quello cosmetico e igienico, possiamo ridurre la plastica anche acquistando shampoo e bagnoschiuma solidi, che quindi non abbiano bisogno di una confezione in plastica. Al giorno d’oggi la scelta è vastissima: essere sostenibili è sempre più semplice.
Abbigliamento: allarme microplastiche
Non poteva mancare anche un accenno all’abbigliamento perché, purtroppo, le cose che indossiamo contengono una percentuale sempre più alta di plastica.
Vestiti, magliette, pantaloni: sempre più capi d’abbigliamento – specie se provenienti da catene di fast e ultra-fast fashion – sono fatti in materiali plastici (poliestere, nylon, acrilico, ecc.) che con i lavaggi rilasciano delle piccolissime particelle che inquinano i mari e le acque del nostro pianeta: le microplastiche.
Anche nella scelta di ciò che indossiamo, quindi, ci vuole attenzione: meglio spendere qualcosa in più per capi di buona qualità, riconosciuti anche con certificazioni tessili o semplicemente prodotti in maniera responsabile, piuttosto che spendere poco per qualcosa che durerà pochissimo, inquinando per tutto il suo ciclo di vita.
Insomma: ridurre la plastica può essere una sfida, ma è alla portata di tutti!


