Comunità energetica

Comunità energetica: caratteristiche ed esperienze

Caratteristiche, sviluppi ed impatti delle Comunità energetiche

Negli ultimi mesi si è sviluppato un dibattito importante attorno al tema delle Comunità energetiche. Esse sono modelli innovativi di produzione, distribuzione e consumo di energia elettrica generata esclusivamente da fonti rinnovabili. Questi modelli nascono dall’associazione di più attori – persone fisiche, piccole o medie imprese o pubbliche amministrazioni – che decidono di unirsi per sviluppare uno o più impianti condivisi per la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili.

L’interesse verso questi modelli è stato alimentato anche dall’emanazione dell’ultima direttiva europea sull’argomento, la Direttiva RED II, la quale stabilisce che entro il 2030 le energie rinnovabili sul territorio europeo dovranno incidere per almeno il 32% del consumo finale lordo di energia. Per approfondire l’argomento, abbiamo intervistato Marco Pezzaglia, fondatore e Direttore di Gruppo Professione Energia, nonché uno dei principali esperti sull’argomento a livello nazionale.

Ingegner Pezzaglia, quali sono gli aspetti più innovativi, secondo lei, che definiscono e caratterizzano una Comunità energetica?

L’aspetto più innovativo di una Comunità energetica è la costituzione di un nuovo modello di impresa, fondata sul principio della compartecipazione, che si estende dall’investimento, alla gestione, al controllo del modello stesso. Sono gli stessi cittadini e imprese, infatti, che investono sul proprio territorio, utilizzando le risorse rinnovabili che esso offre e generando un ritorno in termini di sostenibilità ambientale e di vantaggio economico. In tal modo, si scardina il modello tradizionale per cui gli investimenti nel settore energetico erano riservati a imprese di rilevanti dimensioni che beneficiavano di incentivi ricavati dagli oneri di sistema versati dai consumatori. Con la Comunità energetica si inserisce nel sistema un nuovo modello caratterizzato da una maggiore consapevolezza dei consumatori e dalla possibilità di produrre e consumare energia in maniera aggregata e diffusa, sfruttando la vicinanza dei centri di produzione ai centri di consumo.

Come si sviluppa una Comunità energetica e quale impatto può generare sul territorio?

Uno degli aspetti fondamentali per lo sviluppo di una Comunità energetica locale dovrebbe essere, innanzitutto, una reale comunione di intenti tra più soggetti presenti a livello territoriale. Questo approccio di tipo bottom-up permette alla Comunità energetica di esplicare appieno le sue potenzialità di impatto economico, sociale e ambientale sul territorio. Quanto allo sviluppo di una Comunità di Energia Rinnovabile è da ricordare che non vi sono particolari vincoli circa la forma giuridica, ma piuttosto circa le modalità organizzative, la governance e le modalità di redistribuzione del valore generato che devono riconoscere al territorio di riferimento un ruolo primario.

Inoltre, non è da dimenticare neppure il fatto che una Comunità energetica è un centro di sviluppo di numerose attività che vanno oltre alla pura condivisione di energia elettrica rinnovabile. Infatti, alle Comunità energetiche è assegnato anche il compito di sviluppare interventi di efficienza energetica, di mobilità sostenibile, di produzione e di condivisione di energia rinnovabile anche diversa dall’energia elettrica, finanche assumendo il ruolo di impresa distributrice e/o impresa di vendita di energia elettrica.

Partecipare a questo modello inonvativo, che impatto può avere sulla bolletta dell’utente finale?

Per quanto riguarda la consistenza dell’impatto economico, ad oggi essa è difficilmente stimabile perché dipende da alcuni fattori legati alla singola Comunità energetica e alle sue modalità di condivisione del valore generato. Detto ciò, essendoci forme di incentivazione riconosciute a questi modelli, sicuramente vi sono i margini per generare effetti positivi sui costi energetici di chi vi partecipa. Vale comunque la pena ricordare che ad oggi la normativa non prevede uno sconto diretto in bolletta per coloro che partecipano a Comunità energetiche a meno delle persone fisiche con provvedimenti tecnici però ancora da attuare. Questo sarebbe comunque realizzabile mediante l’azione di un operatore energetico che, in accordo con la Comunità energetica, decida di incorporare nelle proprie bollette i vantaggi ad essa collegati, almeno per i propri clienti che vi aderiscono.

Che ruolo può assumere una realtà come WeForGreen in questo processo di diffusione del modello di Comunità energetica?

Una realtà come WeForGreen incorpora già nella propria struttura operativa i punti cardine di una Comunità energetica che sono quelli della compartecipazione dei soci agli investimenti e, grazie alla collaborazione con ForGreen Spa Sb, la condivisione direttamente in bolletta dei benefici connessi ai progetti sviluppati. È evidente che il modello cooperativistico attuale dovrà comunque tener conto delle opportunità nuove di sviluppo delle Comunità energetiche che saranno introdotte dai prossimi provvedimenti, collegati al decreto legge 199/2021, in uscita nei prossimi mesi.

Scopri cosa vuol dire partecipare
ad una Comunità energetica

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