COP22: un bilancio dell’incontro di Marrakech

Si è conclusa lo scorso 18 novembre la COP22, la conferenza mondiale sul clima organizzata con lo scopo di mettere in pratica un programma per arrestare il surriscaldamento globale, così come concordato nel precedente summit di Parigi.

L’appuntamento di Marrakech ha innanzi tutto visto tutti i governi ribadire il loro impegno per rendere operativo l’Accordo di Parigi entro il 2018. A questo scopo, è stato deciso un programma di lavoro con un calendario di verifiche per definire e valutare in itinere il piano d’azione: il prossimo vero “esame” da superare per i paesi, sarà quello della COP24 del 2018.

Molti però hanno giudicato questi risultati come insufficienti per raggiungere lo scopo prefissato a Parigi. Limitato è stato l’entusiasmo di molti governi per supportare lo sviluppo di politiche ed economie di paesi del sud del mondo per fare fronte alla sfida climatica. In particolar modo, è stato biasimato l’impegno dell’Unione Europea, che non ha colto l’occasione per esercitare concretamente la sua leadership sulla questione climatica.

Inoltre, si è sottolineato lo scarso dibattito intorno alla questione dell’agricoltura, a causa della presenza di lobby di grandi multinazionali che preferiscono portare avanti azioni bilaterali con i governi nei paesi del sud del mondo, dirigendo in autonomia i finanziamenti ai fondi per il clima. Questo è il caso della AAA (Adattamento dell’agricoltura africana), sponsorizzata da Marocco e dal Gruppo Danone, che vorrebbero predisporre i finanziamenti destinati al clima verso l’introduzione di tecnologie e prodotti delle grandi multinazionali.

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