Energia elettrica dalle gocce di pioggia

Una nuova tecnologia sviluppata da un team di ricercatori della City University di Hong Kong.

Un team di ingegneri, guidato dal scienziati delle City University di Hong Kong ha sviluppato il più efficiente generatore elettrico alimentato a gocce d’acqua.

L’energia cinetica derivante dalla caduta dell’acqua è dovuta alla gravità e può essere considerata libera e rinnovabile”, ha spiegato il Professor Wang Zuankai, del Dipartimento di Ingegneria Meccanica della CityU. “Per questo dovrebbe essere utilizzata meglio”.

I convenzionali generatori a gocce (DEG o Droplet-based Electricity Generator) sfruttano l’effetto triboelettrico, in cui l’elettricità viene generata quando determinati materiali entrano in contatto tra loro e l’attrito li induce a scambiare elettroni. Il nuovo dispositivo supera queste limitazioni grazie a due elementi:

  • il materiale utilizzato: politetrafluoroetilene (o PTFE) un materiale dotato di una carica elettrica statica quasi permanente.
  • Il design del dispositivo: un elettrodo in alluminio e uno in ossido di indio-stagno (ITO) ricoperto da un sottile strato di PTFE. L’elettrodo PTFE / ITO è responsabile della generazione, conservazione e induzione della carica: quando una goccia d’acqua lo colpisce e si diffonde sulla sua superficie “collegandolo” in maniera naturale all’elettrodo in alluminio.

La nostra ricerca – ha aggiunto lo scienziato – mostra che una goccia di 100 microlitri di acqua rilasciata da un’altezza di 15 cm può generare una tensione di oltre 140 V. E la potenza generata può illuminare 100 piccole lampadine a LED”. Si tratta del risultato più alto mai raggiunto fino ad ora.

Secondo i ricercatori, il concept potrebbe essere utilizzato su varie superfici in cui i liquidi vengono a contatto con i solidi, per sfruttare appieno l’energia cinetica a bassa frequenza dell’acqua. Tali applicazioni potrebbero includere, ad esempio, lo scafo di un traghetto, strutture costiere e la superficie degli ombrelloni.

Source: Rinnovabili.it – Foto: Pixabay

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