Florovivaismo per le rinnovabili

Un settore verso un’evoluzione sostenibile


Il florovivaismo italiano è un settore produttivo fortemente energivoro, poiché i fiori coltivati in serra necessitano di tanta illuminazione, riscaldamento o raffrescamento. La situazione attuale sta però avendo forti effetti anche su questo settore e una soluzione per questo settore è focalizzarsi per diventare più sostenibili sfruttando le energie rinnovabili.

Il florovivaismo dedica quindicimila ettari circa alle colture in serra, che rappresentano quasi il 50% del totale della superficie del settore. Il costo della spesa energetica incide molto sul raffrescamento necessario nei mesi più caldi, inoltre ci sono alcune particolari coltivazioni che necessitano anche di 14 ore al giorno di illuminazione e una temperatura elevata costante. La soluzione può essere una ridefinizione della propria attività in ottica più green. Molte associazioni spingono perché anche nel florovivaismo si faccia uno passo in avanti, verso lo sviluppo e la diffusione delle energie rinnovabili per la gestione colturale e climatica. Puntando alle interessanti potenzialità dell’agrovoltaico e ai diversi interventi per un efficientamento energetico.

«Questa è una sfida che si può vincere grazie anche al PNRR, per abbattere, nel lungo periodo, importanti costi di produzione e salvare un settore strategico per i servizi ambientali, eco-sistemici e per il benessere della collettività», ha dichiarato Mauro Di Zio, vicepresidente di Cia-Agricoltori Italiani, mentre Il presidente di Florovivaisti Italiani, Aldo Alberto ha dichiarato «L’obiettivo è lavorare insieme a istituzioni, ricerca e scienza per ridurre sempre di più la dipendenza energetica dall’estero e contribuire all’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050».

Foto di Mark Stebnicki da Pexels

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