Heartbeat of the Earth, artisti per il pianeta

In occasione della Giornata internazionale dell’ambiente, UNFCCC e Google Arts & Culture LAB hanno lanciato un progetto di arte virtuale che indaga i cambiamenti in atto sul nostro pianeta.


Ispirato ai dati del report 2018 dell’IPCC, della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e della World Meteorological Organization (WMO), l’esperimento artistico è il frutto di una collaborazione fra Google Arts & Culture LAB, che hanno lanciato la prima raccolta di opere d’arte sperimentali sui cambiamenti climaticiHeartbeat of the Earth

Si tratta quattro installazioni virtuali interattive, pensate a realizzate da artisti finlandesi, americani, svizzeri e italian, che traducono visivamente la principali questioni ambientali: dai cambiamenti climatici allo scioglimento dei ghiacci, dall’acidificazione degli oceani all’innalzamento del livello dei mari e alla sostenibilità alimentare. 

Il declino della biodiversità marina e l’acidificazione degli oceani sono al centro del lavoro di Cristina Tarquini, intitolato Diving into an Acidifying Ocean. L’opera, attraverso una visualizzazione interattiva dei dati del NOAA, immerge gli spettatori nella storia degli oceani dalla rivoluzione industriale al 2100, mostrando gli effetti devastanti della CO2.

Anche l’innalzamento del livello del mare costituisce una minaccia per il pianeta e la sopravvivenza umana. A rappresentarlo è Coastline Paradox, mappa sperimentale realizzata da Timo Aho e Pekka Niittyvirta; la grafica utilizza i dati di Climate Central e del rapporto IPCC per visualizzare, tramite Google Street View e Google Map, l’innalzamento oceanico attuale e quello futuro. Non solo. L’opera permette anche di simulare la futura migrazione di massa di quanti saranno costretti ad abbandonare le proprie case per colpa del climate change in oltre 200 luoghi, tra il 2000 e il 2300.

Si concentra invece sullo stato di salute dei ghiacciai del Trift e del Rodano (Svizzera), Fabian Oefnerattraverso l’opera Timelines. Il progetto mostra, anno per anno, i movimenti dei ghiacci e la loro progressiva scomparsa. Per rendere visibile il problema, Oefner ha utilizzato il volo notturno di un drone equipaggiato con luci LED. L’apparecchio ha seguito le coordinate digitali prese dall’Istituto di glaciologia dell’ETH di Zurigo e glamos.ch che mostrano l’impressionante ritiro del Trift e del Rodano negli ultimi 140 anni. Attraverso immagini a lunga esposizione dei percorsi compiuti dal drone, la scomparsa dei due ghiacciai svizzeri appare come una suggestiva serie di scie luminose.

Il tema della sostenibilità alimentare viene infine indagato da Laurie Frick nel suo What We Eat. L’opera rende possibile esplorare l’impronta di anidride carbonica per ogni singolo alimento o dieta negli Stati Uniti, in Francia e nel Regno Unito. 

Foto: experiments.withgoogle.com

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