La fake news dei 35 euro in bolletta

Gli aumenti ci saranno ma ammonteranno a circa 2 euro annui in più per cliente. Scopriamo perché.

Negli ultimi giorni si è generato il “panico” per la notizia (falsa) diffusa tramite messaggio su WhatsApp e altri social network, secondo la quale nelle bollette luce del prossimo mese di aprile, i clienti si troveranno un importo aggiuntivo di circa 35 euro a copertura dei mancati pagamenti degli utenti morosi.

Antefatto

Tutto ha avuto inizio alcuni giorni fa, quando vari giornali hanno pubblicato la notizia che ARERA, l’Autorità per l’Energia, con la delibera 50/2018, ha stabilito di scaricare circa 200 milioni di euro di “oneri di sistema” non versati dagli operatori energetici ai distributori locali, sulle bollette di tutti gli italiani.

Il primo fraintendimento è nato dal fatto che inizialmente i morosi sono stati identificati tra gli utenti che non pagano le bollette, quando in realtà si tratta di alcuni operatori energetici (in particolare parliamo di Gala, società di vendita espulsa dal mercato perché in crisi finanziaria e che non ha versato gli “oneri di sistema” dovuti ai distributori).

Il secondo fraintendimento riguarda la cifra che verrà addebitata nelle bollette degli italiani, che il Direttore della divisione Energia dell’Autorità ha stimato essere intorno a 2 euro annui per utente, che corrispondono ad un maggior costo di circa 15 centesimi di euro al mese.

La stessa ARERA è intervenuta con un comunicato stampa per spiegare che il provvedimento è esclusivamente finalizzato a reintegrare gli oneri di sistema a seguito del mancato versamento da parte di alcuni operatori energetici e non di altri clienti morosi ed il relativo impatto sulle bollette sarà molto contenuto (all’incirca il 2% degli oneri di sistema e non 35 euro).

Ma qual è la natura degli Oneri di Sistema?

Gli oneri di sistema, come indicato dall’ordinamento e dalla giurisprudenza comunitari, hanno la natura giuridica di imposte indirette. Sono previsti dal legislatore per finanziare specifici obiettivi di interesse generale, come ad esempio il sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili e la ricerca di sistema.
Questi oneri, slegati dall’effettivo consumo di energia e considerati costi “passanti” dagli operatori energetici, vengono riscossi da parte dei distributori locali che a loro volta li versano in un apposito conto presso la Cassa per i servizi energetici ambientali, che li destina ai diversi usi definiti per legge.

Per alcuni anni è rimasto in funzione il meccanismo costituito dall’Autorità che prevedeva un sistema di garanzia a carico degli operatori energetici con lo scopo di assicurare al sistema, anche in caso di morosità diffusa, il gettito complessivamente dovuto.
Successivamente, a seguito di vari ricorsi da parte degli operatori energetici, il giudice amministrativo ha individuato il cliente finale come unico soggetto tenuto a pagare gli oneri generali di sistema, scardinando il precedente sistema di garanzie.
A questo punto l’Autorità è stata tenuta ad adottare il meccanismo prefigurato dalla Delibera 50/2018 anche se è importante sottolineare che tale meccanismo limita il più possibile l’onere aggiuntivo per i clienti finali derivante dalla morosità.

Attenzione alle fake news

Secondo alcuni, la fake news dei 35 euro in bolletta potrebbe essere un’azione di marketing scorretto tra operatori energetici per farsi concorrenza sleale. L’autore, per far apparire credibile la bugia girata su diverse piattaforme social come le “chat” sui telefonini, ha linkato un articolo de Il Sole 24 ore, una fonte molto credibile ed asseverata. L’articolo tuttavia non faceva alcun riferimento al presunto rincaro, ma non ce n’era bisogno perché l’autore ha contato sul fatto che molti destinatari sarebbero arrivati alla propria conclusione senza leggere la fonte.

Il rincaro ci sarà, ma sarà di circa 15 centesimi in più ogni mese!

Comments 1

  1. Le fake news non vengono severamente punite da chi le genera perchè usate dal sistema di potere stesso all’occorrenza . In un sistema veloce e interconnesso come l’attuale un soggetto che diffonde una falsa notizia conscente che è falsa andrebbe punito con 10 anni di galera

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