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Mix energetico italiano: che cos’è, come viene calcolato

Quando apriamo la bolletta della luce, tra le tante voci compare spesso un'informazione che in pochi si fermano…

06/08/2026Quando apriamo la bolletta della luce, tra le tante voci compare spesso un’informazione che in pochi si fermano davvero a leggere: il mix energetico italiano.

Anche se relegato nelle ultime pagine della bolletta, si tratta di un dato tutt’altro che marginale: infatti, racconta da dove arriva concretamente l’elettricità che alimenta le nostre case e ci fa capire a che punto è la transizione energetica del nostro Paese.

Che cos’è il mix energetico?

Il mix energetico, spesso indicato anche con il termine inglese Fuel Mix, è la composizione percentuale delle diverse fonti primarie utilizzate per produrre l’energia elettrica immessa nella rete nazionale. In altre parole, è un “elenco” che indica quanta elettricità arriva da fonti rinnovabili (fotovoltaico, eolico, idroelettrico, geotermico, biomasse) e quanta invece proviene da fonti fossili come gas naturale, carbone o prodotti petroliferi.

Capire il mix energetico è utile per diversi motivi:

  • permette ai consumatori di conoscere l’impatto ambientale reale dell’energia che utilizzano;
  • consente di monitorare i progressi dell’Italia verso gli obiettivi europei di decarbonizzazione;
  • aiuta le aziende a comunicare in modo trasparente la sostenibilità dei propri consumi energetici;
  • offre un termine di paragone per valutare le offerte di energia “green” proposte dai fornitori.

È importante distinguere il mix energetico nazionale (quello complessivo prodotto e immesso in rete in tutta Italia) dal mix energetico dell’elettricità venduta da un singolo fornitore e dal mix energetico per contratto, legato a una specifica offerta commerciale. Sono tre indicatori diversi, ma tutti obbligatori in bolletta.

Come viene calcolato il mix energetico?

Il calcolo e la pubblicazione del mix energetico italiano sono compiti affidati al GSE (Gestore Servizi Energetici), società pubblica che gestisce e promuove i servizi energetici legati alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica in Italia. Il GSE elabora ogni anno i dati relativi alla produzione elettrica nazionale, suddividendola per fonte primaria, e li pubblica solitamente a metà dell’anno successivo a quello di riferimento.

Il fondamento normativo di questo obbligo è l’art. 8, comma 11, del Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 224 del 14 luglio 2023. Secondo l’Allegato 1 dello stesso decreto, il mix nazionale calcolato dal GSE deve essere riportato obbligatoriamente da tutte le imprese di vendita di energia elettrica nelle fatture e nei documenti promozionali, insieme al mix energetico dell’elettricità venduta e al mix per contratto.

Nello specifico, il mix energetico nazionale si ottiene mettendo in relazione:

  1. l’energia elettrica immessa in rete, suddivisa per fonte primaria (rinnovabili, gas naturale, carbone, prodotti petroliferi, nucleare, lignite, altre fonti);
  2. il totale dell’energia prodotta nell’anno di riferimento a livello nazionale.

Il risultato è una percentuale per ciascuna fonte, che rappresenta quanto essa ha contribuito a coprire i consumi elettrici del Paese in un determinato anno.

Leggi anche:💡 Spesa oneri di sistema: cos’è? Si può evitare di pagarla?💡 Conguaglio bolletta luce: perché e quando arriva

Qual è il mix energetico italiano del 2025?

Il 29 giugno 2026 il GSE ha pubblicato la composizione ufficiale del mix energetico italiano relativo all’anno di produzione 2025, offrendo un quadro dettagliato di come si è evoluto il sistema elettrico nazionale nell’ultimo anno.

I numeri principali del 2025

Nel 2025 l’energia elettrica immessa in rete da fonti rinnovabili ha registrato un calo del 2,8% rispetto al 2024, passando da 118,4 TWh a 115,1 TWh. Questo arretramento è dovuto soprattutto al forte calo della produzione idroelettrica (-21,2%), penalizzata da un anno idrologicamente meno favorevole, e a una flessione della fonte eolica (-3,3%).

Un dato che invece va in controtendenza, e che merita di essere sottolineato, è la crescita della fonte fotovoltaica, che nel 2025 ha registrato un incremento significativo (+25,1%) rispetto al 2024. Il solare si conferma quindi la fonte rinnovabile più dinamica e in più rapida espansione nel panorama energetico italiano.

Parallelamente, però, è aumentata anche la quota di energia prodotta da fonti fossili, passata da 110 TWh nel 2024 a 118 TWh nel 2025. L’incremento è legato principalmente al maggiore utilizzo del gas naturale, cresciuto da 96 a 104 TWh, e al contributo delle “altre fonti”, in aumento del 7,5%.

Nel complesso, il fabbisogno elettrico nazionale del 2025, pari a 311 TWh, è stato coperto per circa il 75% dal mix energetico nazionale, mentre la quota restante è stata garantita dall’autoconsumo e dal saldo degli scambi di energia con l’estero.

La tabella ufficiale del mix energetico 2025

Ecco la composizione del mix nazionale di produzione dell’energia elettrica immessa nel sistema elettrico italiano nel 2025, pubblicata dal GSE:

Fonte primariaEnergia immessa (%)Energia immessa (TWh)
Fonti rinnovabili49,38115,114
Gas naturale44,57103,904
Altre fonti4,4010,247
Carbone1,252,926
Prodotti petroliferi0,400,946
Nucleare
Lignite

Il dato più significativo è che le fonti rinnovabili, con il 49,38%, restano di fatto la principale componente del mix energetico italiano, seppure in leggero calo rispetto all’anno precedente e con il gas naturale che si mantiene su valori molto vicini, al 44,57%. Nucleare e lignite risultano assenti dal mix nazionale, coerentemente con l’attuale assetto del parco di generazione elettrica italiano.

Perché conoscere il mix energetico è importante?

Al di là dei numeri, conoscere il mix energetico italiano aiuta a fare scelte più consapevoli. Se sei un consumatore attento alla sostenibilità, puoi:

  • confrontare il mix energetico nazionale con quello specifico del tuo fornitore, per capire se la tua offerta è realmente più “sostenibile” della media;
  • verificare che ciò che il fornitore ti ha promesso – energia 100% rinnovabile – sia effettivamente ciò che ti viene fornito;
  • monitorare nel tempo l’andamento della transizione energetica italiana, confrontando i dati di anno in anno.

È anche utile ricordare che il mix energetico nazionale non coincide necessariamente con quello indicato nella singola bolletta: ogni fornitore, infatti, è tenuto a pubblicare separatamente il proprio mix, che può discostarsi sensibilmente da quello medio del Paese in base al proprio portafoglio di approvvigionamento.

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Maggior controllo sul tuo fuel mix

Capita che verificando il mix energetico ci si renda conto di avere una fornitura meno green di quanto pensassimo: questo perché da consumatori non possiamo avere l’assoluta certezza della trasparenza e della sostenibilità di tutti i fornitori.

Un modo per avere maggior controllo è fare un passo avanti e diventare prosumer, cioè produttori e consumatori allo stesso tempo. L’esempio classico in questi casi è quello relativo a chi decide di installare un impianto fotovoltaico sul proprio tetto, per produrre e autoconsumare la propria energia rinnovabile.

In tutti i casi in cui questo scenario non sia possibile – condomini, appartamenti in affitto, centro storico – è bene valutare un’altra innovativa soluzione: il fotovoltaico a distanza. Si tratta di un sistema che permette di acquistare delle porzioni di impianti fotovoltaici condivisi, attraverso cui poter virtualmente produrre la propria energia e coprire i consumi energetici di casa.

Adatto a tutti, senza installazioni e senza costi di assicurazione o manutenzione, il fotovoltaico a distanza permette a oltre 3.100 italiani di risparmiare in bolletta e di contribuire alla transizione energetica in Italia.

Se vuoi calcolare il tuo risparmio con il fotovoltaico a distanza, richiedi una simulazione online: riceverai un’e-mail con il dettaglio di costi, risparmio e benefici economici calcolati sul tuo consumo energetico annuo.

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