Nel 2015 boom del car sharing, car pooling e ride sharing

Negli ultimi anni in tutto il mondo c’è stata una rivoluzione nel modo di viaggiare in macchina: che le cause siano la crisi economica o una maggiore sensibilità verso la sostenibilità ambientale, sempre più persone fanno uso di sistemi per condividere le proprie auto, dare passaggi in macchina a sconosciuti per un tratto di strada comune o affittare le proprie auto.

La frequenza di questo fenomeno ha dato vita a diverse app, tecnologie e programmi di supporto per tali servizi che si stanno evolvendo a gran velocità e che hanno generato un vocabolario nuovo legato a questo tipo di mobilità.

Per car sharing si intende infatti il mettere a noleggio la propria auto, cosa possibile sia per dei privati sia per delle società. Il car pooling invece è il condividere un auto e dare passaggi anche ad estranei per un tratto di strada comune, così da dividere le spese e limitare il numero delle auto in circolazione. L’esempio più conosciuto di car pooling è quello rappresentato dalla società francese BlaBlaCar, che tramite il proprio sito o una app registra tutte le persone che offrono passaggi in macchina o che richiedono un passaggio per diverse tratte. Infine c’è il ride sharing, in cui persone offrono dei passaggi a pagamento: in altre parole, chiunque può trasformarsi in una sorta di tassista e offrire passaggi in macchina. Uber è la società che ha messo in piedi il sistema più famoso e di successo nell’ambito del car sharing.

Il mondo della mobilità e dei trasporti sta passando in modo estremamente rapido ad un modello di sharing economy, dove una comunità decide di mettere in comune le proprie risorse per proporre un servizio pubblico. Oltre che un nuovo modello sociale ed economico, questo fenomeno sta avendo impatti positivi dal punto di vista ambientale e incentiva le persone ad avere più riguardi verso i propri consumi in auto.

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