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Neutralità carbonica: cos’è? Possiamo raggiungerla davvero?

La neutralità carbonica consiste nel trovare un equilibrio tra i volumi di CO2 emessi in atmosfera e quelli…

28/05/2026La neutralità carbonica consiste nel trovare un equilibrio tra i volumi di CO2 emessi in atmosfera e quelli assorbiti, per arrivare a uno stato neutro che viene spesso definito “net zero emissions” (= zero emissioni nette).

Alla base del concetto di neutralità carbonica c’è la consapevolezza che sia impossibile eliminare del tutto le emissioni di carbonio. Per questo, la soluzione non sarebbe eliminarle ma compensarle, attraverso altre azioni che vadano ad annullare gli effetti negativi di tali emissioni.

In maniera estesa, si parla anche di neutralità climatica: in questo caso si considerano tutti i gas serra emessi e assorbiti e non solo l’anidride carbonica.

Cosa significa neutralità carbonica

La neutralità carbonica è quella situazione di bilanciamento tra la quantità di anidride carbonica prodotta dalle attività umane e la quantità della stessa rimossa dall’atmosfera. Questo concetto si inserisce all’interno di uno scenario volto a ridurre al minimo le emissioni di CO2, eliminando quelle superflue e accettando quelle considerate inevitabili.

Secondo il ricercatore dell’EIEE (European Institute on Economics and the Environment) Laurent Drouet, la neutralità carbonica (o net zero) “implica una riduzione delle emissioni nette riducendo la domanda di energia, de-carbonizzando il sistema energetico e rimuovendo l’anidride carbonica dall’atmosfera”.

L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), invece, parla del raggiungimento della net zero relativa alla CO2 come scenario possibile quando “le emissioni antropogeniche di CO2 sono bilanciate complessivamente da una rimozione antropogenica equivalente di CO2 in un dato periodo”.

Come raggiungere la net zero

Il raggiungimento della neutralità carbonica è uno degli obiettivi più discussi degli ultimi anni: in seguito al celebre Accordo di Parigi (2015), la net zero ha assunto fondamentale importanza in tutti i successivi negoziati per il clima.

Nel concreto, raggiungere la neutralità climatica significa passare per tre fasi principali:

  • misurazione delle fonti di emissione e dei pozzi di assorbimento principali;
  • riduzione delle emissioni di CO2;
  • compensazione delle emissioni residue che non è stato possibile eliminare.

Misurazione

Il primo passo per capire come combattere l’inquinamento atmosferico è avere ben chiara la sua portata e che armi si hanno a disposizione. La fase di misurazione serve proprio a questo: completare un’analisi preliminare del problema, con il fine di arrivare a una soluzione concreta ed efficace.

Per farlo, si calcola la cosiddetta carbon footprint (impronta carbonica), cioè la quantità di CO2 emessa in atmosfera a causa delle attività umane. Può essere riferita a una realtà specifica (un’azienda, un’industria, un settore, un ciclo di produzione), a una nazione, all’intera umanità o persino a una singola persona.

Il calcolo della carbon footprint permette sia di scoprire eventuali ottimizzazioni e riduzioni delle emissioni utilizzate per una determinata attività, sia di comprendere la portata del bilanciamento necessario per arrivare alla neutralità.

Riduzione

Compresa la portata del problema, si può passare alla soluzione. Ridurre le emissioni è il primo step per arrivare a una situazione di parità tra la CO2 emessa e quella assorbibile.

Infatti, come dichiarato dal Parlamento Europeo, nel 2021 le emissioni globali di anidride carbonica superavano largamente la capacità totale di assorbimento dei pozzi naturali. I pozzi di assorbimento naturali sono quei sistemi in grado di assorbire il carbonio emesso dalle attività umane e sono perlopiù il suolo, gli alberi (boschi, foreste) e gli oceani.

Ecco perché non è possibile raggiungere la neutralità climatica se prima non si riduce al minimo la quantità di emissioni di CO2 in atmosfera.

Compensazione

Come misura ulteriore, benché non ottimale quanto la riduzione, abbiamo la compensazione delle emissioni di carbonio. Come suggerisce il nome, le compensazioni sono delle azioni che favoriscono indirettamente la riduzione delle emissioni, cercando di supportare misure sostenibili ed ecologiche.

Sono compensazioni:

  • gli investimenti in energie rinnovabili o nell’efficienza energetica
  • la piantumazione di alberi in zone ad alto disboscamento
  • lo scambio di quote di emissione (ETS) dell’Unione Europea

Questi sistemi creano uno scambio virtuoso e che favorisce la riduzione della CO2, ma non costituiscono una soluzione definitiva.

Neutralità carbonica nella vita quotidiana

La neutralità carbonica passa sicuramente dalle istituzioni e dalle grandi organizzazioni e industrie del mondo. Ma anche ognuno di noi ha il dovere di fare la propria parte.

Ridurre il proprio impatto ambientale nella vita di tutti i giorni è fondamentale. Per farlo, possiamo:

  • consumare energia 100% rinnovabile
  • produrre energia pulita tramite un impianto domestico o il fotovoltaico a distanza
  • ridurre gli sprechi
  • adottare una dieta alimentare più sostenibile
  • riciclare e riutilizzare
  • limitare gli spostamenti in auto

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