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Riciclo e riuso

Packaging sostenibile: nuove regole con il PPWR

Dal 12 agosto 2026 è entrato in vigore il nuovo Regolamento UE 2025/40 per gli imballaggi, spesso indicato…

03/09/2026Dal 12 agosto 2026 è entrato in vigore il nuovo Regolamento UE 2025/40 per gli imballaggi, spesso indicato come PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation). Questa la nuova normativa prevede regole più rigide per ciò che riguarda la realizzazione e lo smaltimento degli imballaggi in tutta l’Unione Europea, al fine di creare un sistema maggiormente sostenibile.

Cos’è il Regolamento PPWR?

In nuovo regolamento PPWR segna un grosso cambiamento per tutta l’Unione Europea e traccia una strada ben definita: la meta è quella di sviluppare una filiera circolare dell’imballaggio, che abbia un impatto ambientale ridotto e che utilizzi il minor quantitativo possibile di risorse naturali.

Al giorno d’oggi, infatti, gli imballaggi dei prodotti venduti in commercio sono ancora realizzati in plastica o altri materiali non riciclati (e talvolta anche difficilmente riciclabili). Ecco perché intervenire sul packaging può essere davvero determinante per rendere maggiormente sostenibili tutti i 27 paesi membri dell’UE.

Il PPWR è immediatamente vincolante per tutti gli Stati membri; non si tratta, infatti, di una Direttiva che deve essere recepita da ogni paese, ma di un Regolamento. Le aziende interessate dal regolamento, in Italia e in tutte le altre nazioni europee, dunque, sono obbligate all’adeguamento a partire dal 12 agosto (data in cui il PPWR è diventato pienamente esecutivo).

Quali obiettivi ha il PPWR?

Il nuovo Regolamento UE sugli imballaggi ha tre scopi principali:

  • evitare gli imballaggi superflui e favorire il riuso e il riciclo;
  • armonizzare le misure nazionali per evitare ostacoli al commercio e distorsioni della concorrenza;
  • contribuire all’economica circolare e al raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

Per il raggiungimento di questi obiettivi, il PPWR introduce una serie di vincoli e restrizioni, che pongono il 2030 come primo limite entro il quale iniziare a tirare le fila della questione.

Entro il 2030, infatti, sarà vietato l’uso della maggior parte degli imballaggi in plastica monouso: confezioni per prodotti ortofrutticoli freschi; monoporzioni di condimenti come olio, salse, zucchero, dolcificanti; prodotti cosmetici di cortesia in stanze d’hotel; la maggior parte dei sacchetti di plastica.

Cosa cambierà per i consumatori con il PPWR?

Anche se attualmente il cambio di paradigma attuato dal PPWR colpisce perlopiù le aziende e le loro catene di produzione, anche i consumatori dovranno inevitabilmente adottare nuove abitudini.

In particolare, sempre in linea con l’obiettivo di riduzione dei rifiuti e per incoraggiare un consumo più sostenibili, la vita quotidiana dei consumatori cambierà gradualmente per ciò che riguarda:

  • asporto in locali e ristoranti (dal 2027-2028);
  • cialde e bustine compostabili (dal 2028);
  • etichette dei prodotti (dal 2028);
  • deposito cauzionale e restituzione per bottiglie di plastica monouso e contenitori in metallo (entro il 2029);
  • stazioni di ricarica (refill) per prodotti alimentari e non (dal 2030);
  • eliminazione di formati monouso (dal 2030), non più utilizzabili dalle aziende.

Asporto in locali e ristoranti

Nei prossimi due anni tutti i locali che offrono cibo e bevande da asporto dovranno fare in modo che il servizio non comporti spreco di risorse e uso di imballaggi superflui.

In particolare, entro il 12 febbraio 2027, il settore Ho.Re.CA dovrà garantire un sistema che permetta ai clienti di portare i propri contenitori per l’asporto del cibo, senza alcun costo aggiuntivo. Inoltre, dal 12 febbraio 2028, queste stesse attività dovranno offrire ai consumatori un’alternativa di imballaggio riutilizzabile, sempre senza costi ulteriori per il cliente.

Cialde e bustine compostabili

Entro il 12 febbraio 2028 anche cialde di caffè, bustine di tè e altre bevande (tisane, infusi) dovranno necessariamente essere compostabili in condizioni industriali. Ciò significa che i consumatori dovranno smaltirli direttamente nel bidone dell’umido, anche con il caffè o il tè contenuto al loro interno.

Nuove etichette dei prodotti

I consumatori dovranno anche imparare a leggere nuove etichette e nuovi simboli: a partire dal 12 agosto 2028, il packaging dei prodotti dovrà avere un’etichettatura universale e uniforme per tutta l’Unione Europea.

I nuovi simboli presenti nelle etichette saranno coordinati a quelli presenti sui cassonetti della raccolta differenziata, per rendere più facile il corretto smaltimento del rifiuto e riducendo errori e dubbi nei consumatori.

La nuova etichettatura avrà anche l’obiettivo di rendere le informazioni sul packaging più chiare e trasparenti, evitando slogan fuorvianti e informazioni ingannevoli.

Deposito cauzionale e restituzione (DRS)

Una delle novità più interessanti, che dovrà essere introdotta entro il 1° gennaio 2029, riguarda dei sistemi di deposito cauzionale e restituzione (Deposit Return Scheme – DRS) per le bottiglie di plastica monouso e i contenitori di metallo monouso per bevande con capacità fino a 3 litri.

Questo sistema prevederà un piccolo deposito cauzionale da addebitare al consumatore al momento dell’acquisto di prodotti imballati con packaging interessati da questa misura. L’importo addebitato sarà poi interamente rimborsato al momento della restituzione degli imballaggi da parte del consumatore a canali di raccolta autorizzati.

Stazioni di ricarica (refill)

Presenti già in alcuni grandi supermercati, a partire dal 1° gennaio 2030 tutti i punti vendita della grande distribuzione con una superficie maggiore ai 400 m² dovranno destinare almeno il 10% della propria area di vendita a stazioni di ricarica (refill) sia per prodotti alimentari che non (detersivi, saponi, liquidi detergenti).

Si tratterà insomma di cambiamenti importanti che ci porteranno a rivedere le nostre scelte, ma che potrebbero avere un forte impatto sul nostro futuro, nella speranza di riuscire a renderlo sempre più sostenibile.

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