Riforma delle bollette: le novità per i prossimi anni

Il 2 dicembre, attraverso l’approvazione della delibera 582/2015/R/eel, è stata rilasciata la riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici.

La grande novità sta nell’abolizione della progressività sugli oneri di dispacciamento, quindi il prezzo al kWh sarà uguale per tutti, contrariamente alla situazione attuale dove il prezzo cresce all’aumentare del consumo. Questa modifica va a vantaggio di chi consuma di più e penalizza chi ha bassi consumi, come si può vedere nella tabella comparativa realizzata da QualEnergia.it e sotto riportata.

Altra novità riguarda i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia, i cosiddetti servizi di rete, che saranno inclusi all’interno delle quote fisse, cioè pagati per ogni contatore e per potenza impegnata, non più per kWh consumato.

Gli oneri di sistema rimarranno invece differenziati tra clienti residenti e non residenti. Per i primi sarà applicato un prezzo unitario alla quota energia, mentre per i secondi sarà applicato un costo sia sulla quota energia sia sulle quote fisse.

La riforma non entrerà in vigore immediatamente, ma a fasi successive, con cadenza il 1° gennaio del 2016, 2017 e per finire 2018.

I livelli di potenza dei contatori saranno infittiti, riducendo l’ampiezza degli scaglioni ma aumentando l’offerta, permettendo di scegliere un livello meno dispersivo e più ottimale alle esigenze del cliente. Per permettere una scelta consapevole ed un cambiamento più agevole i costi per il cambio sono stati tolti, e vengono messi a disposizione del cliente i dati storici sulla massima potenza prelevata mensile. I moduli di potenza saranno da 0,5 kW fino a 6 kW, e da 1 kW partendo dai 6 kW fino ai 10 kW.

La riforma da una parte va ad incentivare l’utilizzo dell’energia elettrica come fonte primaria di approvvigionamento domestico, consentendo di spostare sull’elettrico ciò che oggi si fa con il gas, senza dover pagare cifre altissime per effetto della progressività. Dall’altra parte però si rischia di penalizzare le fasce più deboli se non vengono previsti dei bonus sociali adeguati. Altro elemento sul quale prestare attenzione e sicuramente migliorare è che nella riforma non sono stati inseriti in modo deciso elementi che aiutano a fare efficienza, quindi ridurre i consumi, o che incentivano l’uso delle rinnovabili come forma di autoproduzione. Proprio sul tema della scarsa valorizzazione delle rinnovabili o degli interventi di efficienza energetica si sono mosse tutte le associazioni ambientali e sulle rinnovabili.

Consigliamo, per approfondire il tema, di leggere i numerosi articoli pubblicati sul portale on-line QualEnergia.it ha analizzato la riforma con numerosi articoli. A questo link potete trovare alcune simulazioni realizzate dal giornale su come varierà la spesa per i consumatori, suddivisi in 8 categorie.

Tabella_impatti_riforma_aeegsi

Tabella realizzata daQualEnergia.it

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