Aumentare la potenza del contatore: come, perché e a quale prezzo

La potenza del contatore è una caratteristica fondamentale di ogni fornitura di energia elettrica.

Nelle bollette viene indicata la Potenza Impegnata, ovvero la potenza contrattualmente stabilita con il proprio fornitore (ad esempio 3,0 kW) e la Potenza Disponibile, ovvero il limite massimo di potenza che possiamo assorbire dalla rete elettrica, che per le utenze domestiche è il 10% in più di quella impegnata (ad esempio con 3,0 kW di potenza impegna ho 3,3 kW di disponibile).

Se superiamo la potenza disponibile il contatore scatta, ed in questo caso è necessario spegnere qualche elettrodomestico o apparecchio per poi riattivare l’interruttore posto sul contatore. L’aumento di potenza solitamente si richiede perché quella già disponibile non è più sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico della propria abitazione, e questo può accadere ad esempio dopo aver installato pompe di calore, piastre ad induzione elettrica oppure se si necessità di far funzionare contemporaneamente più elettrodomestici.

Per risolvere questo problema si può cambiare la potenza contrattualmente impegnata presentando richiesta al proprio fornitore elettrico, ricordando che è vero che il contatore dell’elettricità è di proprietà del distributore locale, ma è compito del fornitore di energia comunicare al distributore locale le richieste di modifica.

Cosa è cambiato con la nuova Riforma del mercato elettrico per i cambi di potenza del contatore?

Novità in vigore dal 1 gennaio 2017

  • Sono stati introdotti nuovi livelli di potenza.
    Da gennaio di quest’anno il titolare di un’utenza domestica può adottare la potenza più adatta alle proprie esigenze non dovendo più scegliere fra scaglioni di potenza prestabiliti (1,5 kW – 3 kW – 4,5 kW – 6 kW), ma può procedere a scaglioni di potenza a scatti di 0,5 kW per le fasce domestiche da 1,5 kW fino ai 6 kW, e di 1 kW oltre i 6 kW. Ad esempio è possibile passare da 3 kW a 3,5 o 4 kW oppure da 6 kW a 7 kW.

Novità in vigore dal 1 aprile 2017

  • Sono stati ridotti i costi una tantum per effettuare il cambio di potenza.
    A partire dall’aprile 2017, per due anni, sia gli utenti del Mercato Libero che quelli del Mercato di Maggior Tutela non sono più tenuti a pagare il contributo fisso di 27,03 euro richiesto dal distributore. Inoltre, è stato applicato uno sconto del 20% sul contributo di 69,36 euro previsto per ogni kW di potenza aggiuntiva richiesta (ad esempio per l’aumento di 1 kW il contributo richiesto sarà di 55,49 euro, per l’aumento di 0,5 kW di 27,74 euro e così via).
  • È stata soppressa la distinzione tra tariffa D2 e D3.
    In ultimo, dopo oltre 40 anni, per il cambio di potenza del contatore è stata soppressa la distinzione tra tariffa D2 (residenti fino a 3 kW) e tariffa D3 (residenti con più di 3 kW e non residenti). Dunque se siamo residenti nella casa dove è in essere il contratto di fornitura ed aumentiamo la potenza al di sopra dei 3 kW si pagherà relativamente alla potenza e con le tariffe previste per residente, prima invece se si superava tale livello si passava a pagare come si fosse un non residente.

Come anticipato, questa riduzione dei costi avrà validità per i prossimi due anni in seguito alla pressione degli operatori affinché l’Autorità fissasse un periodo di sconto transitorio onde evitare ingiustificate variazioni di potenza e disparità di trattamento tra i clienti finali del mercato libero.

Quanto costa aumentare la potenza del proprio contatore?

Vi riportiamo i costi da sostenere per un cambio di potenza, prima e dopo la Riforma:

Tipi di costo (sono tutti una tantum) Fino al 31 marzo 2017 Dal 1 aprile 2017
Contributo fisso 27,03 euro 0 euro
Contributo in quota potenza per ogni kW di incremento (fino a 6 kW) 69,36 euro 55,49 euro
Contributo in quota potenza per ogni kW di incremento (oltre 6 kW) 69,36 euro 69,36 euro
Contributo in quota potenza per ogni kW di diminuzione 0 euro 0 euro

Facciamo qualche esempio con i nuovi costi in vigore da aprile 2017.

Caso 1: richiesta di un incremento di potenza impegnata da 3 kW a 5,5 kW
Contributo per l’aumento di potenza disponibile: 55,49 euro/kW*2,5 kW + 10% = 152,60 euro

Caso 2: richiesta di un incremento di potenza impegnata da 3 kW a 7 kW
Contributo per l’aumento di potenza disponibile: 69,36 euro/kW*4 kW + 10% = 305,18 euro

Caso 3: richiesta di una riduzione di potenza impegnata da 4,5 kW a 3 kW
Contributo per la diminuzione di potenza disponibile: 0 euro

Caso 4: richiesta di una riduzione di potenza da 10 kW a 7 kW, e successivo ripensamento con incremento fino a 8 kW
Contributo per l’aumento di potenza disponibile: 69,36 euro/kW*1 kW + 10% = 76,27 euro

Cosa cambia nella bolletta?

Ricordiamo che la “Quota potenza” è l’importo da pagare in proporzione alla potenza impegnata, anche in assenza di consumo di energia. Si paga in euro/kW/mese e determina un costo fisso il cui importo è indipendente dai propri consumi.
Ad esempio se il cliente ha 5 kW di potenza impegnata ed il prezzo unitario fissato dall’Autorità per l’Energia Elettrica è di 1,8072 euro/kW/mese, ogni mese pagherà 5 * 1,8072 = 9,036 euro.

Tutto chiaro?

Per qualsiasi dubbio o per ottenere maggiori informazioni, non esitate a contattare cooperativa@weforgreen.it oppure se siete soci delle cooperative WeForGreen e forniti da ForGreen, è sufficiente scrivere a clienti@forgreen.it.

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