Cooperare per crescere

Intervista a Paola Bellotti, Direttrice dell’Area Sostenibilità & Sviluppo di Coopfond Spa

In futuro le società che avranno successo saranno quelle capaci di aggregare reti, attraverso una gestione non verticale ma orizzontale, per organizzare e condividere nella maniera più efficiente beni e servizi. Si tratta di un nuovo modello cooperativo il cui ruolo dovrebbe diventare quello di mettere a disposizione il loro know how per gestire il flusso dell’energia, insegnare come diventare produttori in proprio, ridurre i costi”.

Con queste parole e nel 2014, Jeremy Rifkin, economista e sociologo americano, “predisse” la realtà che oggi stiamo provando a modellare: un presente sempre più orientato alla generazione di un valore reale, condivisibile e diffuso, all’interno del quale il modello cooperativo può essere un valido alleato dei processi di transizione sociale, economica ed energetica che caratterizzano i nostri tempi. Per farci raccontare il valore della presenza cooperativa all’interno del nostro sistema economico e l’importanza del suo rafforzamento, abbiamo intervistato Paola Bellotti, Direttrice dell’Area Sostenibilità & Sviluppo di Coopfond Spa, la società per azioni, interamente detenuta da Legacoop Nazionale, che gestisce il Fondo mutualistico per la promozione cooperativa nel nostro Paese e che dal 2021 è attivamente impegnata nello sviluppo e diffusione di Comunità energetiche.

Come nasce Coopfond ed in risposta a quali bisogni?

Coopfond è un fondo mutualistico nato grazie alla approvazione di una legge dello Stato, la legge 59 del 1992, che ha dato vita al concetto di fondi di promozione della cooperazione in Italia – anche grazie alla presenza dell’art. 45 della Costituzione che tutela la forma di impresa cooperativa, basata sullo scambio mutualistico, rispetto ad altre forme di impresa.

La missione di Coopfond quindi è quella di promuovere la diffusione dell’impresa cooperativa in Italia tramite il supporto finanziario, applicando un meccanismo di mutualismo dimensionale e territoriale: Coopfond infatti raccoglie le proprie risorse per legge dal versamento del 3% degli utili delle cooperative associate a Legacoop, e dai patrimoni residui delle cooperative in liquidazione, oltre che dai propri margini gestionali. Tali risorse sono, per missione statutaria, reinvestite in società cooperative in tutto il territorio nazionale, privilegiando le imprese più bisognose (le più piccole) e i territori a minor concentrazione cooperativa (mezzogiorno). Quindi la raccolta avviene presso le grandi cooperative, che generano maggiori margini, e redistribuita alle cooperative a marginalità inferiori e di dimensioni più ridotte – mettendo in pratica il mutualismo cooperativo.

La nascita dei fondi mutualistici è dovuta alla sostanziale assenza di fonti di capitali sui mercati tradizionali finanziari disponibili alle imprese cooperative, e quindi ad una loro endemica sottocapitalizzazione.

Perché è importante puntare sulla presenza cooperativa all’interno del nostro sistema economico?

Siamo alla resa dei conti del modello capitalista e liberista, quello secondo cui l’interesse da privilegiare è quello degli azionisti. È un modello che da oltre vent’anni mostra le sue enormi debolezze, tra cui il peggioramento esponenziale del nostro ecosistema che non può reggere modelli di consumo progressivi e lineari, insieme alla mancata redistribuzione delle ricchezze che alza il livello di tensioni sociali e politiche.

Siamo arrivati alla certezza che il sistema economico debba essere governato da altre prassi, e abbiamo condiviso che l’interesse dello Stakeholder è superiore a quello dell’azionista.

Ma tutto ciò non basta. Le cooperative stanno sperimentando da oltre 150 anni un altro modo di produrre beni e servizi per la società: un modo che si basa sulla soddisfazione dei bisogni, partendo dall’interesse delle persone e delle comunità. Certamente non è la soluzione, ma è sicuramente un punto di partenza che porta dei vantaggi: un modello che guarda agli Stakeholder da sempre, e che sta cercando di perfezionare le proprie criticità (la governance, il rispetto dei limiti del nostro ecosistema, la transizione energetica verso il post-petrolio, ecc.) da parecchi anni.

Se non altro, le cooperative hanno accumulato una esperienza che può essere molto preziosa oggi, un momento in cui ci stiamo interrogando su come saranno le nuove leggi dell’economia e quindi della nostra società.

Nel concreto, come concorre Coopfond alla nascita di nuove cooperative e al rafforzamento di quelle esistenti? Sulla base di quali criteri?

Il piano strategico 2020-2023 di Coopfond prevede una missione rivista alla luce delle esigenze che il nostro pianeta e la nostra società manifestano: una transizione consapevole e misurabile del movimento cooperativo verso la sostenibilità, tramite le leve proprie di Coopfond, quelle della finanza. Una finanza sempre più ad impatto perché consapevole che le cooperative non hanno altre opzioni: è oggi necessario diventare capaci di misurare l’impatto sulle persone e sul pianeta della propria attività, in modo da riposizionare la propria organizzazione sulle linee della sostenibilità – l’unica in grado di rispettare il principio cooperativo della intergenerazionalità. Le cooperative infatti lavorano per i soci di oggi, consapevoli che ciò che viene costruito dovrà servire l’interesse mutualistico dei soci futuri.

Sulla base di questa missione, Coopfond ha rivisto la propria offerta di prodotti finanziari, cercando di orientare la domanda in ingresso tramite premialità per le cooperative che sono consapevolmente in transizione, ossia che mettono a disposizione la propria organizzazione per misurare gli impatti positivi e negativi prodotti.

Coopfond è anche impegnata a fornire servizi di assistenza tecnica per poter affinare le competenze in tema di sostenibilità e di misurazione di impatto delle imprese target, tramite erogazioni a fondo perduto. Infine, Coopfond si sta impegnando per aumentare le partnership e le collaborazioni con altri attori del mondo finanziario affini per missione e visione, in modo da ampliare i volumi di finanza a disposizione del segmento cooperativo afferente a Legacoop.

La cooperazione è sinonimo di equità, coesione sociale e partecipazione, In che modo Coopfond contribuisce al raggiungimento degli obiettivi promossi dall’Agenda 2030?

Coopfond ha lavorato negli ultimi 2 anni ad un piano strategico dedicato ad operare una transizione consapevole del movimento cooperativo verso l’Agenda 2030. Il fondo si è dotato degli strumenti propri degli attori del mondo finanziario per orientare la propria domanda in ingresso verso una scelta consapevole di operare un contributo misurabile e robusto all’Agenda 2030. Tra questi, Coopfond ha dato vita ad un rinnovamento del proprio rating di sostenibilità, oggi interamente capace di leggere il contributo di ciascun intervento finanziato da Coopfond ai propri temi di materialità e agli SDGs.

Inoltre, Coopfond si è anche munita di un framework internazionalmente riconosciuto per leggere il livello di contributo alla sostenibilità del proprio portafoglio, oggi suddiviso in classi di merito secondo questi criteri, come spiegato nel nostro bilancio di sostenibilità.

Come nasce il progetto RESPIRA e perché è importante supportare la nascita delle Comunità energetiche?

Il progetto RESPIRA nasce a dicembre 2021, subito dopo gli ultimi recepimenti della normativa europea sulle comunità energetiche, nella convinzione che da lì a pochi mesi l’Italia si sarebbe accorta della grande opportunità che le CER offrono in tema di transizione energetica. Ci siamo resi conto che la scelta di collegare la costituzione di CER in Italia alla forma cooperativa fosse una chiamata diretta al nostro Fondo – una imperdibile opportunità per poter contribuire alla transizione energetica del paese, e al suo decentramento energetico, costruito dal basso da cittadini sempre più consapevoli e costruttori di reti di produzione e consumo di energia da fonti rinnovabili.

Abbiamo quindi pensato che, non essendo noi sufficienti in termini di offerta finanziaria, dovessimo trovare partner finanziari e tecnici per proporre al mercato un supporto integrato – a disposizione di tutti quei gruppi organizzati interessati a dare vita a CER in forma cooperativa. Così abbiamo contattato Banca Etica ed Ecomill, piattaforma di equity crowdfunding, che con noi hanno condiviso la lettura del mercato e della opportunità delle CER in forma cooperativa. Insieme a loro, una filiera cooperativa di partner tecnici, fra cui WeForGreen Sharing, sta ancora crescendo per far fronte alle decine di domande che ci stanno arrivando da settembre 2022, quando abbiamo lanciato il sito web del progetto respira.coop.

L’interesse è forte, e ci rendiamo conto che la forma cooperativa è davvero appropriata per queste forme di scambio mutualistico “potente” tra cittadini, imprese, enti locali, che condividono un interesse e un metodo: produrre, condividere e consumare energia che nasce da impianti capaci di sfruttare le fonti rinnovabili, contribuendo a rendere l’Italia un paese più sicuro a livello energetico e più solidale verso tutti coloro che soffrono di povertà energetica.  

Scopri cosa vuol dire partecipare ad una Comunità energetica

Vuoi conoscere nel dettaglio che cos’è una Comunità energetica?

Scarica la guida e scopri:

  • cos’è una Comunità energetica
  • cosa significa partecipare ad una Comunità energetica
  • come funzionano i progetti di autoproduzione
  • perché scegliere di investire

"*" indica i campi obbligatori

Hidden
Tipo soggetto
Privacy*
Autorizzazione al trattamento dei dati personali per ricevere simulazioni e comunicazioni commerciali e/o promozionali, secondo quanto previsto dall'informativa privacy*

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.