Eclissi solare: quando una meraviglia naturale può diventare un problema energetico

Il 20 marzo è prevista un’eclissi del sole dalle 9 del mattino fino alle 11.30: il fenomeno, che da sempre riscuote grande interesse tra astronomi e scienziati, quest’anno ha allertato anche i governi e i gestori delle reti energetiche di tutta Europa. L’assenza di luce solare per due ore infatti potrebbe creare problemi di gestione dell’energia in quei paesi che fanno grande affidamento sull’energia prodotta dal fotovoltaico:  ad esempio in Italia, il fotovoltaico incide per un 15% dell’approvvigionamento energetico nazionale.

Secondo un rapporto dell’Entsoe (il network europeo dei gestori di trasmissione elettrica), le due ore di eclissi previste per il prossimo 20 marzo causeranno il venir meno di circa 35 mila megawatt di energia solare, che corrisponderebbero circa a 80 centrali elettriche. Al termine delle due ore, i 35 mila megawatt riappariranno gradualmente nel sistema energetico.

L’enorme quantità di energia che verrà meno con l’eclisse segnala però un dato positivo: significa che l’incentivo dato al fotovoltaico negli ultimi 10 anni dai paesi europei incide in modo significativo sul consumo dell’Europa, e altresì prepara i gestori elettrici ad affrontare cambiamenti metereologici importanti come quelli comportati dalle eclissi solari. Come spiega in un’intervista Antonio Carrano, responsabile del Centro nazionale di controllo di Terna, è già stato preventivato l’utilizzo di altre fonti energetiche per la giornata del 20 marzo, in modo da evitare un blackout nazionale.

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