L’aquilone eolico che produce energia

Sfruttare il vento anche dove le classiche turbine non possono arrivare, grazie ad una centrale eolica volante: è la sfida di una start-up svizzera che ha concepito una centrale eolica volante.

Chi lo ha provato sulla propria pelle lo sa: più si va verso l’alto, più soffia il vento. Lo sanno bene anche i costruttori di turbine eoliche convenzionali, che per migliorare il rendimento dei loro impianti devono sviluppare torri sempre più alte e pale sempre più lunghe. La costruzione di eoliche sulle montagne però è resa difficile dai costi elevati e da chi le considera un “deturpamento del paesaggio”.

Così l’ex studente del Politecnico federale di Zurigo, Rolf Luchsinger ha sviluppato un progetto davvero innovativo, divenendo cofondatore e CEO di Twingtec, una start-up nata nel 2013 nel Laboratorio di ricerca di Dübendorf, vicino a Zurigo.

Il suo sistema è all’apparenza semplice: un aeromobile collegato a un generatore elettrico vola come un aquilone, con un andamento circolare o “a otto” che sfrutta le correnti ad alta quota. Più sale e più il cavo che lo collega a terra si srotola, facendo ruotare il verricello del generatore. Raggiunta l’altezza massima, ovvero la lunghezza del cavo, l’aeromobile va in planata e torna verso il basso, prima di ricominciare un nuovo ciclo.

Il prototipo ha un’apertura alare di circa 3 metri per 6 kg di peso. Vola a un’altitudine compresa tra i 100 e i 300 metri, ed è in grado di decollare e atterrare da solo, a seconda delle condizioni del vento. “Non ci vogliono né torri né fondamenta: la quantità di materiale è dieci volte inferiore. Il container che contiene il generatore, può essere trasportato facilmente ed è poco invasivo a livello di paesaggio, soprattutto nei luoghi in cui non arriva la rete elettrica e dove si utilizzano dei generatori a carburanti fossili”, sostiene Luchsinger.

Il primo modello pilota verrà testato l’anno prossimo nei pressi di una miniera in Canada.

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