Nelle dighe europee arriva il fotovoltaico “galleggiante”

E’ portoghese il primo impianto solare ospitato in un bacino idroelettrico.

Vi avevamo già raccontato di un impianto fotovoltaico galleggiante costruito nel lago di fossa di una miniera cinese, ma questo è il primo caso europeo.

E’ stato inaugurato nel nord del Portogallo, nel parco naturale di Peneda-Geres, una zona selvaggia di montagna ai confini con la Spagna. Per ora si tratta di 84 pannelli collegati agli impianti della diga di Alto Ragagao, che ha una potenza di 64 megawatt.

Ma per quale motivo vengono montati pannelli solari sulle strutture degli impianti idroelettrici o addirittura in mezzo ai bacini? I benefici sono molteplici:

  • si sfruttano le sinergie, perché le reti elettriche per il trasporto dell’energia “a valle”, così come i dispositivi per la trasformazione dell’energia, sono già stati costruiti e in questo modo si ammortizzano meglio i costi di costruzione e si recupera prima l’investimento;
  • l’acqua su cui poggiano i pannelli costituisce un sistema di raffreddamento naturale, che evita il surriscaldamento e quindi limita le inefficienze;
  • la superficie dell’acqua funziona come uno specchio e migliora l’irradiazione, aumentando la produzione di energia;
  • la superficie galleggiante su cui poggia il pannello limita l’evaporazione dell’acqua nonché la proliferazione delle alghe (facendo ombra).

Un perfetto esempio di simbiosi tecnologica!

Comments 1

  1. Se lo si realizzasse in bacini come quello di Bracciano, anche se non dighe ma ancorati al fondo, potrebbe comunque essere ben tollerato e di aiuto all’ecosistema. O no?

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