Il boom del vino biologico: l’influenza dei consumatori su un mercato in forte crescita

Un recente studio della Wine Monitor Nomisma, presentato in occasione della 50esima edizione della fiera “Vinitaly” di Verona, mostra un importante risultato e conquista per tutti i consumatori sostenibili: dal 2004 al 2014 la vendita e l’esportazione di vino prodotto secondo criteri organici e biologici è cresciuta del 260%. Un dato esorbitante che mostra come il mercato del vino si stia adattando alle scelte dei consumatori attenti all’agricoltura sostenibile e alle garanzie di qualità del settore cibo e bevande.

Questi dati sono tanto più importanti per il nostro Paese dal momento che per l’Italia il giro d’affari prodotto dal settore del vino equivale a 205 milioni di euro, generati prevalentemente dall’esportazione. Rispetto al resto del mondo, in cui la media di certificazione biologica dei vigneti è pari al 4,5%, l’Italia vanta una certificazione del 10,3 % del suolo adibito a coltivazione biologica per il vino, dove spiccano al primo posto la Sicilia, seguita dalla Puglia e dalla Toscana.
Dal punto di vista del consumatore finale questi dati devono essere considerati come l’annuncio di un’importante conquista, determinata dal fatto che la produzione secondo criteri di sostenibilità ambientale sta diventando sinonimo di qualità per molti mercati.

Oltre che nel canale specializzato il vino bio sta acquistando peso nella GDO, che lo ha individuato come prodotto con grandi opportunità e dove la crescita in valore va dal 20 al 70 % a seconda delle categorie” – ha dichiarato Roberto Pinton, consigliere delegato di FederBio. “Il gradimento è giustificato dal fatto che il vino bio è di qualità superiore; i produttori devono prestare la massima attenzione alla qualità delle uve non essendoci trattamenti chimici in vigneto“.

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