Barriere coralline in 3D

Dall’Australia arriva una soluzione per sostenere la vita dei reef.

Si chiama Alex Goad ed è un imprenditore australiano che ha formato il gruppo Reef Design Lab (RDL), per applicare la flessibilità delle stampe 3D al servizio delle barriere coralline e dei coralli fornendo una nuova triste speranza a questi incredibili ed essenziali esempi di biodiversità.

“Ho avviato Reef Design Labs per sostenere la ricerca marina, questa è la cosa principale che facciamo. Mi interessava la ceramica e il modo in cui poteva essere usata come materiale ideale per i vivai di coralli. Quindi abbiamo fatto un tentativo“, ha dichiarato Alex Goad.

Lavorando a stretto contatto con i ricercatori per sviluppare infrastrutture artificiali atte a ricreare l’habitat marino, il team ha sommerso alle Maldive, all’inizio dello scorso agosto, una barriera corallina artificiale stampata in 3D, chiamata Modular Artificial Reef Structure o MARS.

Si tratta di una struttura modulare, che consente al ricercatore che vuole installare la barriera di poterlo fare a mano anziché attraverso una chiatta o gru. La RDL stampa blocchi vuoti di ceramica, che possono essere modellati in forme complesse per poi essere riempiti successivamente con del cemento per aumentare la stabilità di tutta la struttura.

In realtà non si trattava della prima iniziativa di questo tipo, infatti questa tecnologia di stampa 3D per ricreare la struttura architettonica delle barriere coralline naturali esiste e viene impiegata già da qualche tempo. Il primo reef 3D è stato affondato al largo del Bahrain nel Golfo Persico nel 2012 e anche nel Mediterraneo, nei Caraibi e in Australia.

La speranza è che, una volta colonizzate da pesci e da polipi di corallo, riescano a contribuire alla creazione di nuove e reali barriere coralline.

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