Bollicine di CO2 per purificare le acque reflue

Un metodo più semplice ed economico per sterilizzare l’acqua nei grandi impianti di trattamento.


L’accesso all’acqua pulita continua a essere un problema serio in gran parte del mondo. Secondo uno studio su cui ha scommesso un gruppo di ricercatori australiani dell’Università del New South Wales (UNSW), la tecnologia a colonna di bolle di CO2 permetterebbe di purificare le acque reflue risparmiando energia.

Il processo, descritto nella pubblicazione su Clean Water , prevede di riscaldare la CO2 e quindi convogliarla in un serbatoio di acque reflue. Risalendo dal fondo del serbatoio fino in superficie, la colonna di bollicine d’anidride carbonica trasferisce calore a ciò che la circonda uccidendo batteri e virus presenti.

A differenza di precedenti tentativi con sistemi simili, il biossido di carbonio non ha bisogno di essere pressurizzato per compiere il lavoro, abbassando dunque i costi energetici del sistema. Negli esperimenti, i ricercatori hanno riscaldato il gas a differenti temperature, quindi lo hanno fatto gorgogliare attraverso una soluzione contenente sale da cucina e batteri E. coli e virus MS2. Il range di temperature più efficace per la depurazione è risultato essere da 100 °C a 205 °C. 

Il team afferma che il metodo ha diversi vantaggi rispetto alle tecniche di sterilizzazione esistenti: maggiore efficienza da un punto di vista energetico, meno pericoli rispetto ai metodi chimici come l’aggiunta di cloro, e maggiore semplicità rispetto all’utilizzo delle radiazioni UV.

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