Come impattano i consumi di casa sul fabbisogno energetico nazionale

Per migliorare le strategie e le politiche energetiche e dell’ambiente è necessario tenere conto dell’evoluzione dei consumi: l’Istat ha mostrato come il settore residenziale in Italia sia responsabile del 26% del consumo finale di energia, una percentuale che risulta cresciuta rispetto agli anni passati. Ciò significa che un migliore monitoraggio dei consumi di casa può portare a delle informazioni importanti per valutare meglio le abitudini energetiche degli italiani e migliorare le politiche ambientali decise a livello europeo e nazionale.

A dicembre 2014 l’Istat ha diffuso i dati del consumo energetico delle abitazioni per l’anno 2013 ed è stato rilevato come ad un aumento della popolazione sia corrisposto un aumento e un cambiamento dei consumi delle famiglie. I dati più significativi mostrano che l’utilizzo degli impianti autonomi rispetto a quelli centralizzati cresce del 24,3 %, aumenta l’utilizzo delle biomasse (fonte energetica presente almeno in una famiglia su 4), si diffonde considerevolmente l’uso delle energie rinnovabili mentre cala di conseguenza l’utilizzo di gas e GPL.

Il report creato dall’Istat (di cui è possibile leggere i dati più importanti nella newsletter diffusa da GME) dimostra che la casa e la famiglia sono estremamente importanti per studiare i consumi energetici nazionali e che le abitudini domestiche hanno un forte impatto sui trend di cambiamento delle tipologie di impianto e risorse energetiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito è protetto da reCAPTCHA, ed è soggetto alla Privacy Policy e ai Termini di utilizzo di Google.