Dagli abiti usati nascono le collezioni di moda

Questa è la sfida di Electrolux e Rave Review per sensibilizzare e fornire un’alternativa alla produzione di rifiuti.

Si tratta di una campagna di sensibilizzazione contro il fast fashion, quella promossa da Electrolux in collaborazione con il duo di stiliste svedesi Rave Review. Insieme hanno creato una collezione prodotta interamente dal riciclo di abiti usati e abbandonati nel deserto di Atacama, il più grande cimitero al mondo della moda usa e getta.

È una collezione limited edition che però non verrà messa in vendita. Lo scopo infatti non è mai stato quello di avviare un nuovo marchio di abbigliamento ma di creare qualcosa che potesse ispirare le persone a guardare i capi del proprio guardaroba con occhi nuovi e pensare a come prendersene cura al meglio.

L’obiettivo primario di Electrolux, noto marchio dell’elettrodomestica, è quello di innovare le tecnologie di cura dei tessuti, entro il 2030, così da far durare il doppio i vestiti usati, dimezzandone l’impatto ambientale e favorendo il riutilizzo di abiti usati.

Oltre alle sfide con il fast fashion, è chiaro che abbiamo bisogno di cambiare il modo in cui usiamo e ci prendiamo cura dei nostri vestiti”, ha detto Vanessa Butani, VP Group Sustainability di Electrolux. “Sappiamo dalla ricerca che estendere la vita dei nostri vestiti di soli nove mesi può ridurre l’impatto del carbonio, l’impatto dell’acqua e i rifiuti prodotti del 20-30%. Ci sono diversi modi per farlo: riparare o aggiornare i vestiti vecchi, ravvivarli con il vapore o lavarli in modo più sostenibile. Se tutti facessero un piccolo cambiamento, ognuno di noi potrebbe ridurre il proprio impatto ambientale riutilizzando abiti usati. Inoltre, abbassando le temperature di lavaggio e passando al detersivo in polvere si potrebbe risparmiare l’equivalente di 50 kg di CO2 per apparecchio all’anno, creando un enorme impatto se tutti i consumatori seguiranno lo stesso esempio”.

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