Dai rifiuti di plastiche miste, i primi seggiolini da stadio

Revet, in collaborazione con l’azienda bolognese Omsi, ha trasformato le plastiche miste delle raccolte differenziate toscane, in 3000 nuove sedute dello stadio di Pontedera.


Lo stadio del comune toscano di Pontedera è il primo impianto al mondo ad essersi dotato di 3.000 nuove sedute in plastica riciclata, derivata dagli stessi imballaggi delle raccolte differenziate toscane.

Si tratta di una applicazione concreta di quell’economia circolare davvero a km zero – ha affermato Matteo Franconi, sindaco del comune pisano – in cui i rifiuti raccolti, i cittadini che li hanno conferiti, e gli impianti industriali che li hanno ulteriormente selezionati e poi riciclati, sono interamente del nostro territorio: lo stadio Mannucci li utilizza oggi come ri-prodotti”.

L’iniziativa pontederese era stata presentata in anteprima a Bruxelles nel maggio scorso: l’European Green week  di quest’anno è stata infatti dedicata ai progetti di riconversione ecologica del mondo del calcio e in questo contesto Revet, su invito dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, che sta coordinando il progetto Life Tackle sulla sostenibilità ambientale degli eventi calcistici, era stata chiamata a raccontare la sua esperienza.

«Trasformare i rifiuti in nuovi, utili oggetti e arredi e contribuire a diffondere pratiche sostenibili di tutela ambientale nel mondo calcio: un esempio concreto di economia circolare ‘made in Toscana’ che ci consegna un primato mondiale: Pontedera è il primo stadio con seggiolini realizzati in plastica riciclata –  afferma Antonello Ciotti, Presidente del Consorzio Corepla – “L’innovazione e la ricerca di nuove applicazioni sono un tratto distintivo del sistema Corepla che, ancora una volta, dimostra di essere all’avanguardia nel campo della sostenibilità ambientale”.

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