Essiccatore solare, una risposta sostenibile al problema dello spreco

Nasce in India e si basa sull’uso di energia solare fotovoltaica e termica, per facilitare la trasformazione dei prodotti alimentari.


In un Paese come l’India, in cui l’agricoltura gioca un ruolo fondamentale nell’economia e nella società, l’impiego di energia pulita può innovare l’industria alimentare su piccola scala. E’ il caso dell’essiccatore solare sviluppato dalla Società per l’Energia, l’Ambiente e lo Sviluppo (SEED), che attraverso questo progetto sta contribuendo enormemente al progresso nel campo della trasformazione dei prodotti alimentari.

Negli ultimi anni, infatti, soprattutto nelle zone rurali del Paese, l’utilizzo di pannelli solari a scopi alimentari è diventato sempre più frequente e centrale e in questo modo l’India ha investito fortemente in una forma produttiva più sostenibile.

La stessa SEED ha condotto attività di ricerca e analisi sull’essiccazione dei prodotti orticoli grazie alle donazioni del Dipartimento di Scienza e Tecnologia (DST) e del governo indiano e grazie a fondi propri, verificando come la qualità del prodotto finale dipendesse dalla riproducibilità del prodotto secondo le proprietà caratteristiche della ricetta originale.

Ma come funziona? 
La struttura è realizzata in materiale anticorrosivo in acciaio e alluminio, è scomponibile e orientata verso sud proprio per raccogliere il massimo irraggiamento solare. I raggi solari passano attraverso una finestra di vetro trasparente posizionata sulla parte superiore della struttura; l’aria entra dall’estremità inferiore della cassa e viene riscaldata dai raggi provenienti dalla parte superiore, che restano intrappolati nella struttura. La lunghezza d’onda dei raggi solari si tramuta in infrarossi causando un “effetto serra”.

L’aria calda passa attraverso i vassoi e rimuove l’umidità degli alimenti, che verrà poi rilasciata nello spazio superiore ai vassoi e sottostante il vetro. Tre ventilatori solari fotovoltaici (SPV) disposti sulla parte superiore della struttura completano il processo permettendo la circolazione dell’aria.

La temperatura “tipo” che si raggiunge in giornate soleggiate varia tra i 35 e i 70°; la differenza di temperatura tra ambiente e interno della struttura è di circa 15-30°. L’essiccatore ad energia solare può far evaporare 15 litri di acqua al giorno e può sostenere fino a 50 kg di cibi umidi a seconda del numero di essiccatori e delle dimensioni dell’impresa.

L’essiccatore solare è stato commercializzato in diverse zone rurali, per un totale di 150 essiccatori. Gli acquirenti maggiori sono stati ONG, imprenditori sponsorizzati dal governo ma anche istituzioni professionali che hanno avuto il compito di diffondere e promuovere la tecnologia che rispetta l’ambiente e può generare occupazione e reddito per una grande quantità di donne e giovani nelle zone rurali.

Foto di Chris Hilbert da Pixabay 

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