Il primo cemento a zero emissioni

L’innovazione mondiale arrivata da Cambridge


Tre ingegneri dell’Università di Cambridge hanno brevettato una nuova soluzione per contribuire alla sostenibilità a lungo termine in uno dei settori più difficili da decarbonizzare. Unendo il riciclo del cemento dismesso con il riciclo dell’acciaio attraverso un processo alimentato a rinnovabili, hanno realizzato un nuovo cemento a zero emissioni

Sul mercato ci sono già alcune opzioni per produrre cemento a emissioni ridotte, tuttavia, finora non si era riusciti a produrre a zero emissioni la componente reattiva del cemento. L’innovativa soluzione dei tre ingegneri Cyrille Dunant, Pippa Horton e Julian Allwood consentirebbe di ottenere proprio questo risultato per la prima volta in assoluto. Il “Cambridge Electric Cement” è nato dall’osservazione che le caratteristiche chimiche del cemento proveniente per esempio da demolizioni  di vecchi edifici, sono similari a quelle della calce che viene utilizzata nei processi convenzionali. Il nuovo cemento viene prodotto grazie ad un processo di riciclaggio, che non solo eliminerebbe le emissioni della produzione di cemento, ma permetterebbe di risparmiare anche materie prime e ridurre le emissioni necessarie per la produzione di calce viva. Il nuovo cemento è stato inventato nell’ambito di un vasto programma multi-universitario britannico, che mira a consentire una rapida transizione verso emissioni zero grazie ad uno uso più efficace delle tecnologie già esistenti. L’invenzione è stata premiata con una sovvenzione di ricerca di 1,7 milioni di sterline dalle istituzioni britanniche, per approfondire gli aspetti scientifici alla base del nuovo processo.

“Combinando il riciclo dell’acciaio e del cemento in un unico processo alimentato da energia elettrica rinnovabile, si potrebbe garantire la fornitura dei materiali da costruzione di base per sostenere le infrastrutture di un mondo a emissioni zero e consentire lo sviluppo economico dove è più necessario”, ha affermato il Professore J. Allwood.

Foto di Rodolfo Quirós da Pexels

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