La plastica amica dell’ambiente, il futuro del packaging alimentare

La ricerca finanziata dal Programma Horizon 2020 della Commissione Europea, si baserà principalmente sui materiali plastici ottenuti dalle fonti vegetali rinnovabili di scarto.

Il settore alimentare produce grandi quantità di scarti di imballaggio e per questo motivo la ricerca sull’applicazione dei PHAs, materiali plastici ottenuti al 100% da fonti vegetali rinnovabili di scarto, si orienterà in modo particolare sia sulla confezione degli alimenti che sulla loro conservazione.

Il progetto BioBarr (New bio-based food packaging materials with enhanced barrier properties), nato per sviluppare nuovi materiali per il packaging alimentare a base biologica e biodegradabile, ha un budget di circa 4 milioni di euro finanziati dalla Commissione Europea e la società Bio-on è il principale partner scientifico di questo progetto europeo.

I PHAs non entrano in competizione con le filiere alimentari, sono biodegradabili in svariate condizioni ambientali e non disperdono residui a seguito della loro bio-degradazione. Inoltre, a differenza delle prime sperimentazioni di bioplastiche derivate dal mais che richiedevano un enorme consumo di acqua, oggi questa tecnologia non utilizza solventi chimici e quindi l’acqua può essere sempre riutilizzata.

L’obiettivo della ricerca è la graduale sostituzione di tutti i polimeri derivati dal petrolio (PET, PE, PP, HDPE, LDPE..), non compostabili nell’ambiente e fonte di inquinamento, poichè anche quando sembrano smaltiti, restano presenti in microparticelle nelle acque e nei terreni.

Soluzioni come queste ci fanno sperare in un futuro che si preoccupi anche di ciò che avviene dopo l’immediato utilizzo e consumo di un prodotto!

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