Low Touch Economy e cicloturismo in Italia

Le vacanze “a pedali” potrebbero essere la tendenza dell’estate 2020 per rispondere alle nuove esigenze di normalità.


Il settore turistico italiano, messo in ginocchio dagli ultimi mesi di lockdown potrebbe riuscire a riappropriarsi di una nuova normalità nella fase post-emergenza grazie al cicloturismo, vero e proprio strumento della low touch economy, ossia un’economia basta su sicurezza, salute e distanziamento.

Sono sempre di più infatti gli italiani che scelgono di trascorrere le vacanze pedalando attraverso il nostro Paese: nel 2019 si sono registrati 55 milioni di pernottamenti di cicloturisti, per una spesa complessiva di 4,7 miliardi di euro.

Quest’anno il dato potrebbe essere addirittura superiore come evidenziato dal report elaborato da Legambiente e Isnart – Unioncamere, che mostra l’enorme potenziale della mobilità su 2 ruote nel settore viaggi. 

La bici garantisce un naturale distanziamento fisico ed adattabilità e versatilità in contesti di qualsiasi tipo, rendendosi particolarmente adatta ad un turismo di prossimità (staycation, vacanza vicino casa).

“Le cifre del rapporto – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, come il cicloturismo possa rappresentare una risposta utile alla crisi che stiamo attraversando.

Nel complesso in Italia ci sono oltre 58 mila chilometri di itinerari cicloturistici (ciclabili + ciclopedonali + ciclovie). I più gettonati sono:

  • Trieste – Lignano Sabbiadoro – Venezia (43%);
  • Ciclovia del Garda (43%);
  • La “Liguria – Toscana – Lazio” o Ciclovia Tirrenica (29%);
  • La Ciclovia Adriatica (29%);
  • Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese (29%)

“Nell’attuale situazione di crisi determinata dall’emergenza Covid occorre ricercare anche prospettive di opportunità – spiega Roberto Di Vincenzo, Presidente di Isnart – e lo sviluppo del cicloturismo è sicuramente tra queste. È quindi importante introdurre incentivi alla smart mobility e agli acquisti di mezzi di mobilità alternativa”.

Foto di Benjamin Balazs da Pixabay 

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