Plastic Busters MPAs, il progetto internazionale per tutelare il Mediterraneo

L’Unione Europea finanzia il progetto dedicato alla valutazione dell’impatto delle plastiche e microplastiche sulla fauna marina del Mediterraneo.

Il Mediterraneo è una delle aree più colpite da rifiuti plastici nel mondo. Anche all’interno delle aree protette, gli impatti sulla fauna marina, comprese le specie in via di estinzione, non sono completamente conosciuti e sono ancora insufficienti le misure di prevenzione e mitigazione.

L’allarme degli scienziati per l’altissimo livello di inquinamento da plastica nel Mediterraneo è stato accolto dalle istituzioni europee attraverso il progetto Plastic Busters MPAs, che verrà realizzato nell’ambito del programma Med-Interreg (2014-2020).

Il Progetto, che deriva da Plastic Busters, iniziativa dell’Università di Siena e dei suoi ricercatori di ecolologia marina ed ecotossicologia ambientale (che da anni si dedicano alla ricerca scientifica, alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e al networking istituzionale per la tutela del Mediterraneo dai rifiuti plastici), avrà il compito di diagnosticare gli impatti delle macro e microplastiche sulla biodiversità nelle aree marine protette, di definire e testare misure di sorveglianza, prevenzione e mitigazione dell’inquinamento marino da rifiuti plastici, di sviluppare un quadro comune di azioni, di politiche e di legislazione.

Si tratta del primo progetto su scala mediterranea, in cui i paesi dell’Unione Europea e alcuni paesi candidati all’adesione uniscono le forze per affrontare la problematica dei rifiuti marini, con un approccio coordinato e l’obiettivo di definire un Piano di Governance congiunta per fornire ai decisori politici raccomandazioni e strategie per la gestione dei rifiuti plastici marini.

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