Transizione energetica

La transizione energetica come percorso verso la sostenibilità globale

Intervista a Chiara Martinelli, Presidente di Legambiente Verona

Per transizione energetica si intende il passaggio all’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Questa transizione si rende necessaria all’interno del contesto globale attuale: utilizzare fonti rinnovabili contribuisce alla riduzione dell’impatto ambientale e se l’utilizzo diventa condiviso, può contribuire anche alla riduzione del costo energetico del singolo utente.

Abbiamo intervistato Chiara Martinelli, Presidente di Legambiente Verona per uno sguardo ambientalista alle possibilità concrete che possiamo mettere in atto per aiutare il nostro pianeta.

La transizione energetica in che modo può aiutare il nostro pianeta?

Il cambiamento climatico, di cui tutti siamo testimoni, evidenzia come l’attuale sistema energetico (centralizzato e fortemente dipendente dall’uso di combustibili fossili) non rappresenta la giusta via per un futuro sostenibile né dal punto di vista ambientale, vista la quantità ingente di gas climalteranti immessa in atmosfera, né dal punto di vista sociale. Il settore energetico attuale infatti, è responsabile della maggior parte delle emissioni di gas climalteranti presenti in atmosfera.
Per questo motivo è necessario un cambiamento dell’intero settore energetico che già presenta delle grandi potenzialità di rinnovamento in chiave di sostenibilità grazie allo sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili.

Che soluzioni concrete possiamo mettere in atto per contribuire alla transizione energetica?

Sicuramente, scegliere di partecipare a Comunità energetiche come WeForGreen, che utilizza solo fonti rinnovabili per produrre l’energia che distribuisce ai soci, è un grande contributo per la transizione energetica. Partecipare a comunità energetiche vuol dire inoltre praticare dal basso il passaggio verso un nuovo modello di approvvigionamento energetico rinnovabile. Le Comunità energetiche sono, per natura, soluzioni locali e aperte a tutti in grado di rendere energeticamente indipendente i soci che vi partecipano, creando e diffondendo valore in modo condiviso. Per questo, sono soluzioni che fanno bene al nostro pianeta e quindi anche a noi.

Quali sono, secondo lei, le prospettive di sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili in Italia? Quali sono i soggetti che saranno coinvolti in questo processo?

Investendo nello sviluppo di Comunità energetiche si può arrivare ad ottenere circa 22 gigawatt di energia elettrica prodotta da impianti legati a fonti rinnovabili. Questi impianti contribuirebbero a circa il 30% degli obiettivi di decarbonizzazione del settore energetico fissati per il 2030, vale a dire una riduzione delle emissioni di CO di circa 47 milioni di tonnellate.
Oltre al beneficio ambientale, la realizzazione di Comunità energetiche porterebbe anche un vantaggio sociale: vale a dire la creazione di almeno 19.000 nuovi posti di lavoro nel settore energetico, che si aggiungerebbero a quelli generati dallo stimolo nello sviluppo di progetti a forte matrice sociale e ambientale, della tutela e valorizzazione del territorio da parte di enti locali, cittadini e PMI.
Infine, lo sviluppo di Comunità energetiche potrebbe anche ridare slancio ad aree urbane attualmente abbandonate attraverso opere di ristrutturazione, recupero ed efficientamento energetico

Le Comunità energetiche rinnovabili sono soluzioni efficaci e sono la giusta strada da percorrere per la transizione energetica, ma è necessario che vengano promosse ed incentivate a tutti i livelli, comunale regionale e nazionale, facendo informazione, promozione e investimenti.

Scopri cosa vuol dire partecipare
ad una Comunità energetica

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