Abbattere la CO2 fa bene al pianeta e all’economia italiana: previsto aumento del Pil del 1,5% con l’avvio della green economy

In seguito alla COP21, al dibattito appena concluso al World Economic Forum e alle direttive europee per i prossimi decenni, la sfida di ogni paese ad abbattere il livello di CO2 e concorrere alla lotta contro il cambiamento climatico si fa sempre più urgente.  Secondo Carlo Carraro, direttore dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), questa non sarebbe solo una sfida, ma anche un’opportunità da cogliere per il benessere dell’ambiente e dell’economia italiana.

Sull’onda delle indicazioni europee, l’Italia dovrebbe riuscire ad abbattere dell’80% rispetto ai livelli del 1990 le proprie emissioni entro i prossimi 50 anni, una sfida assolutamente ambiziosa, ma che deve incentivare la decarbonizzazione dell’economia italiana a favore delle rinnovabili, l’efficientamento energetico e la promozione di una cultura del risparmio.

Questi elementi secondo Carraro permetteranno all’Italia di limitare le spese sanitarie legate a malattie e problemi generati dall’inquinamento, ridurre le perdite economiche causate dal cambiamento climatico nel settore agricolo e turistico. Inoltre, l’avanzamento del Paese verso questo ammodernamento energetico attirerebbe in Italia investimenti, soprattutto provenienti dal settore privato, per una quota pari a circa 9 miliardi di euro all’anno.

Tutti questi fattori porterebbero secondo le stime di Carraro ad aumentare il PIL di circa 1,5%, una cifra considerevole se la si converte nei benefici ambientali ed economici che comporterebbe.

 

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