Cibo d’asporto, gli italiani vogliono sostenibilità

Il 96% degli italiani chiede un packaging riciclabile per il cibo d’asporto, anche a costo di pagare di più.


Pro Carton – Associazione Europea dei produttori di cartone – ha condotto un’intervista per approfondire il rapporto degli italiani con l’imballaggio del cibo d’asporto.

Nel 2020 il consumo di cibo d’asporto è aumentato notevolmente, anche a causa delle limitazioni imposte alle attività di ristorazione. Di conseguenza sono aumentati i packaging da smaltire, non solo in Italia, ma in tutto il mondo. 

Dalla ricerca è emerso un notevole interesse per la sostenibilità. Il 96% degli intervistati vorrebbe packaging sostenibili e facili da riciclare, per questo Il 54% sarebbe anche disposto a pagare un prezzo maggiore. Il 56% degli intervistati, se possibile, pulisce e ricicla l’imballaggio d’asporto. Il 34%, invece, ammette di non riciclarlo mai o di farlo raramente.

Tra le motivazioni che spingono questi ultimi a non differenziare il packaging per l’asporto troviamo: troppo complicato da pulire (55%), ingombro elevato (18%), non sapere cosa può essere riciclato e cosa no (17%), infine, il 12% sostiene di ordinare d’asporto appositamente per risparmiare tempo nel pulire e che sia troppo faticoso riciclare i contenitori.

Gli italiani, come dimostra questa ricerca, sono propensi alla sostenibilità. I packaging del cibo d’asporto possono quindi essere un interessante punto di partenza per le attività che mirano a ridurre il loro impatto ambientale.

Foto di Free-Photos da Pixabay

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