Dal parlamento europeo un “new deal” per dare più potere ai consumatori nel mercato dell’energia

L’eurodeputata Theresa Griffin ha proposto una nuova risoluzione, votata lo scorso giovedì 24 maggio a Strasburgo, per promuovere delle iniziative che permettano ai consumatori di giocare un ruolo da protagonisti nel settore energetico. Si tratterebbe di un pacchetto di strumenti e fondi europei per aumentare la partecipazione dei cittadini all’autoproduzione di energia, migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni e ridurre la “fuel poverty”, ovvero la difficoltà di accedere a servizi essenziali di energia e gas.

La proposta al Parlamento Europeo ha quindi una duplice funzione: se da un lato vuole aiutare i cittadini in difficoltà con le bollette e promuovere l’innovazione con lo stanziamento di fondi europei, dall’altro vuole cambiare la cultura delle persone nei confronti del mercato dell’energia, per farle diventare parte attiva di questo settore, e fornire gli strumenti per diventare energeticamente più indipendenti. Una vera e propria transizione energetica, che porti ad uno stile di produzione e consumo di energia più sostenibile, è infatti possibile solo attraverso il coinvolgimento in prima persona dei cittadini, attraverso un movimento dal basso.

Il pacchetto di misure prevede inoltre la promozione di sistemi comunitari e cooperativi per l’autoproduzione di energia, l’eliminazione degli ostacoli burocratici e l’incentivazione di sistemi o gruppi di acquisto collettivi per dare il potere di contrattazione in mano ai consumatori finali. Queste risoluzioni andranno a formare delle proposte di legge, che verranno presentate dalla Commissione Europea a settembre.

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