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Dagli scarti di alluminio, un cemento a basse emissioni

Da una ricerca universitaria, la svolta green nel settore dell’edilizia. Un team di studiosi della Martin Luther University di…

06/06/2019
Da una ricerca universitaria, la svolta green nel settore dell’edilizia.

06/06/2019
Un team di studiosi della Martin Luther University di Halle-Wittenberg ha ideato una modalità con cui gli scarti industriali di caolino e alluminio potrebbero essere utilizzati come composti dalle proprietà tecniche simili al cemento ma la cui produzione genera molte meno emissioni.

La ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Construction and Building Materials, sottolinea infatti come la miscelazione di rocce calcaree (tra le materie prime principali utilizzate per produrre cemento) ed altri composti, e la successiva calcinazione ad altissime temperature nei forni, produca fino ad 1 tonnellata di CO2 per ogni tonnellata di polvere di roccia calcarea immessa nei forni, di cui almeno il 50% rilasciata dallo stesso composto calcareo.

Da qui l’idea di contenere le emissioni dell’industria del cemento (oltre 2,8 miliardi di tonnellate annue, circa l’8% del totale di emissioni mondiali), sostituendo la materia prima.

Nelle loro ricerche, gli studiosi si sono concentrati sugli scarti della lavorazione del caolino (un minerale argilloso molto utilizzato per dare patinatura ed elasticità alla carta e nell’industria ceramica e della porcellana) e dell’alluminio, due risorse che non contengono diossido di carbonio e non generano direttamente emissioni nel processo di cottura. Testando diversi mix di composti a base di caolino e alluminio, i ricercatori tedeschi sono arrivati a produrre miscele con le stesse proprietà tecniche del cemento, ma con un costo ambientale decisamente più basso.

Il limite principale resta la disponibilità di materie prime: per quanto efficienti, le scorte di caolino e alluminio non sarebbero in grado di soddisfare la richiesta dell’industria mondiale del cemento. Per questo, il coordinatore dello studio, il professor Pöllmann, insieme al suo team sta valutando l’impiego di polveri vulcaniche e diverse tipologie di argilla, materiali naturali che non rilasciano in prima istanza CO2 e che potrebbero abbattere considerevolmente le emissioni del settore delle costruzioni se impiegate come base per miscele di cemento.

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